Italia e Francia hanno diversi punti in comune: storia, gusto nel vestire e passione nei confronti del bello. Ecco quindi che da loro alleanze possono nascere splendide creazioni come accaduto con la Peugeot Croizat, produzione “nostrana” marchiata però dal simbolo transalpino.

TROVATO L’ACCORDO – L’inizio di tutto accade nel dicembre 1904. Dagli stabilimenti di Audincourt esce una piccola vettura, molto all’avanguardia: la Tipo 69, con motore monocilindrico tipo AG di 652cc, superquadro (94x94mm) da 6 CV. Soprannominata Bébé per la particolare fisionomia, durante l’anno seguente riesce a imporsi e ne vengono realizzati circa 400 esemplari, un terzo della produzione totale di Peugeot. Un veicolo dalle caratteristiche della Tipo 69 Bébé ben si adatterebbe anche al mercato italiano e l’ingegnere Vittorio Croizat decide di acquistare da Armand Peugeot la licenza per assemblarla.

BREVE PARTNERSHIP – Il 27 dicembre del 1905 viene fondata la “S.A. Brevetti Automobili Peugeot” e va a installarsi presso le officine lasciate libere dalla Itala. Subito nei primi giorni del 1906 la ragione sociale muta in “Peugeot-Croizat Società Anonima Italiana” e il capitale viene aumentato. Oltre all’assemblaggio della Bébé con componenti italiani il programma prevede una 12-16HP (Tipo 81) e un omnibus. Le contestazioni dei soci nel 1907, inerenti amministratori e bilancio, fanno chiudere la società.

A RIDOSSO DEL CONFLITTO BELLICO – Goria Gatti, ex-socio di Peugeot-Croizat crede però ancora nella bontà della Tipo 69 e, all’inizio del 1907, costituisce la OMT (Officine Meccaniche Torinesi) per ottenere da Peugeot la concessione per assemblare solo le Bébé. Ne costruirà alcuni esemplari fino al 1911, uno dei quali è conservato presso il Museo dell’Automobile di Torino. Terminata la concessione, la produzione della Tipo 69 in Italia prosegue col marchio Victrix fino al 1913 quando definitivamente il progetto risulterà obsoleto subendo la concorrenza della torinese Peugeot “Picena” che inizierà a importare la Lion Peugeot BP1 Bébé, quella progettata da Bugatti, con la seguente cadenza: 3 nel 1912, 34 nel 1913 e 47 nel 1914. Nel 1919, subito dopo la guerra, gli ultimi 8 pezzi.