In una calda estate come quella attuale, nel 1965, Peugeot 404 diede una dimostrazione delle prestazioni dei suoi diesel dando un primo input al mercato. La casa del Leone è stata tra le prime a credere nelle potenzialità del gasolio in campo automobilistico. Dopo la 402 nell’anteguerra, la prima vettura con questo tipo di propulsore fu la 403 berlina del 1959, caratterizzata dal design firmato Pininfarina, con cui inizia un lungo e proficuo rapporto di collaborazione. Il motore è il TMD di 1.816 cc dotato di una testa Ricardo, capace di 49 CV.

All’epoca il diesel è considerato adatto solo ai camion ma la 403 D riesce a fare breccia, dapprima tra i tassisti di Parigi, sempre attenti ai costi, poi tra il pubblico degli automobilisti. Per renderla ancor più appetibile bisogna superare i limiti imposti dal peso e dalla rumorosità oltre che limare i costi d’acquisto, già all’epoca più alti rispetto ai corrispondenti benzina nonostante la convenienza alla pompa e la tassazione inferiore. Il lavoro continua e nel 1963, la nuova Peugeot 404 rappresenta la prima grande svolta della casa. La vettura sarà fabbricata in 1.672.395 unità complessive e viene messa a disposizione con il motore XD88, un quattro cilindri di 1938 cc capace di 68 CV e di arrivare a 130 km/h.

La velocità e l’affidabilità sono tra gli ultimi tabù da infrangere per una maggiore diffusione del motore a gasolio. Così, nell’estate del 1965 Peugeot e la 404 danno una dimostrazione di possedere in abbondanza queste qualità. A Linas-Monthléry, il circuito della Capitale caratterizzato da curve sopraelevate, la Peugeot 404 D stabilisce 22 record internazionali, cui se ne aggiungeranno altri 18 in un’ulteriore sessione. Protagonista dell’exploit una Peugeot 404 speciale che nasce dalla cabriolet ‘chiusa’ con una sorta di tettuccio sagomato tipo aereo. Pesa soli 930 kg grazie alla lega leggera utlilizzata specie su cofani e parafanghi anteriori con un serbatoio carburante di 95 litri e le ruote posteriori più grandi soprattutto per garantire una sviluppo di velocità maggiore. Il motore è l’XD88 della famiglia Indenor, cui si aggiunge in un secondo tempo l’XD90 di 2163 cc, anch’esso aspirato e a iniezione indiretta con i suoi 65 CV a 4.500 giri/min.

Cinque sono i piloti protagonisti: De Lageneste, du Gestenaux, Besnardière, Gèrard e Tchèkémien, mentre il team di supporto è capace di rifornire la vettura in 30 secondi. Il quintetto percorre 16.627 km in 103 ore, alla media di 161 km/h, con un consumo inferiore ai 19 litri per ora, corrispondente a 12 litri/100 km. Dopo quel test i motori Indenor raggiungono un grosso successo commerciale, e vengono forniti anche a numerosi altri costruttori, proprio come il PRV 6 cilindri un paio di decenni più tardi. Nello stesso periodo in cui cominceranno a essere prodotte le cilindrate più piccole diesel come il XUD della Peugeot 205, nato dalla “Dieselizzazione” del motore benzina.