La Peugeot continua a macinare successi nel motorsport e adesso va forte anche nelle gare in salita, come ha dimostrato nel weekend scorso in occasione del Trofeo Luigi Fagioli che si è tenuto sul tracciato che da Gubbio arriva a Madonna della Cima.

La vettura prescelta per questa prova è stata la 308 Racing Cup derivata dalla versione stradale della compatta transalpina. Certo, per correre è stata adattata alla situazione con il fondo piatto ed un estrattore per rendere l’auto ancora più aerodinamica. La compatta del Leone inoltre ha beneficiato di un campanatura ridotta e di pastiglie freno Brembo 350 con più mordente.

Ma tutto questo non sarebbe bastato se al volante non ci fosse stato  Emiliano Perucca Orfei, che ha condotto magistralmente la compatta del Leone alla vittoria nella classe dedicata alle auto 1.6 turbo benzina e, cosa ancora più eclatante: ha conseguito per 2 volte la seconda posizione nella classifica assoluta E1 mettendosi dietro boldi di ben altre prestazioni. Segno che il feeling tra il pilota e la vettura è stato totale per tutto l’arco della manifestazione.

Chiaramente, al team Arduini Corse va il merito di aver preparato una vettura altamente performante e competitiva, che ha beneficiato anche di un assetto specifico e di pneumatici Pirelli dalla spalla ribassata con mescola ultra-soft per affrontare al meglio i 4 km della corsa in questione. Inoltre, con i rapporti accorciati del cambio hanno consentito ad Emiliano Perucca Orfei di sfruttare al meglio la potenza della 308 Racing Cup.

Entusiasta a fine gara Massimo Arduini, il team manager di Arduini Corse, il quale ha commentato così questa esperienza: “ormai sono quasi abituato a farmi stupire dalla 308 Racing Cup, ma vederla duellare a pochi decimi con vetture accreditate del doppio dei nostri cavalli mi fa credere che ci sia ancora tanto potenziale da esprimere. Su Emiliano poi che dire … ormai è una certezza!  A questo punto spero che Aci Sport prenda in seria considerazione la possibilità di una classe TCR anche per il Campionato Italiano Velocità Montagna”.

Una considerazione interessante, quest’ultima, che potrebbe portare ulteriore pubblico lungo le salite del CIVM, grazie a vetture derivate dalla serie, ma soprattutto alla presenza dei modelli che vanno per la maggiore e risultano molto familiari all’automobilista comune.