Dici Peugeot 208 rally e pensi a una vettura protagonista nel mondo delle corse che tutti vorrebbero provare. Sia nella versione Peugeot 208 R2 che nella più spinta T16. Un sogno per tutti, o quasi, visto che da diversi anni a questa parte Peugeot Italia ha intrapreso una scelta ben precisa: far conoscere a tutti il mito, facendolo testare direttamente dalla stampa e dai migliori piloti del trofeo promozionale. Ovviamente in entrambe le versioni. Dopo due anni di prove sulle strade del Rally del Ciocco, il Leone ha scelto il suggestivo scenario di Misano per la prova. Non il circuito vero e e proprio, sul quale stanno sfrecciando altri bolidi (quelli della MotoGP per i test Michelin), ma il tracciato sterrato Flat-Track posto dentro l’autodromo. Una pistina di 800 metri che basta e avanza per prendere contatto con le vetture.

Peugeot 208 rally, a lezione dai campioni

L’atmosfera profuma di una vera e propria gara di rally. Perchè non c’è solo l’entourage del Leone ma anche il team Racing Lions che dal 2001 è entrato nel programma ufficiale Peugeot Sport Italia e prepara con dedizione e scrupolo ogni gara. Ci sono i box, i camion di assistenza, i teli sotto le vetture rigorosamente rialzate e i meccanici che sudano e si sporcano le mani come se fossero in assistenza dopo una prova speciale. E ovviamente ci sono anche i piloti: l’otto volte campione italiano Paolo Andreucci e l’altro campione tricolore, Michele Tassone, fresco di titolo nazionale junior ottenuto al Rally del San Marino. Per loro l’occasione di esibirsi su un tracciato inedito e divertirsi un po’ a patto di sorbirsi qualche parere da espertone che i “tester per un giorno” difficilmente lesinano. Perchè sedersi su questi mezzi conferisce un certo potere, diciamolo, ma se non si è grandi esperti di rally è doveroso tenere i piedi per terra e concentrarsi su come guidare la vettura ed evitare figuracce. Il primo passo è prendere confidenza con l’abitacolo, la cintura a quattro punti e non farsi condizionare dal caldo, prima mission impossibile di giornata.

Peugeot 208 R2, si gioca col freno a mano

Sulla 208 R2, una vettura clienti che presenta un costo accessibile (circa 50.000 euro e già assemblata da Peugeot Sport), la seduta è molto bassa che condiziona la visibilità, fortunatamente accanto a noi Tassone con l’interfono ci fornisce i giusti consigli sapendo perfettamente che al suo fianco non c’è un piccolo Seb Loeb. Il cambio sequenziale Sadev a 5 rapporti a comando meccanico si lascia azionare bene ma la leva deve quasi essere maltrattata per essere sfruttata al meglio. Quando si aumentano le marce (tirando verso il pilota), la frizione occorre solo per mettere la prima (e la retro) mentre è d’obbligo utilizzarla in scalata. Il motore (un 1.6 VTI aspirato con pistoni, bielle ed alberi a camme specifici da 185 CV) è potente ma sul tracciato tortuoso e ghiaioso non riesce a essere utilizzato in pieno. La trazione anteriore conta su un differenziale autobloccante che consiglia di tenere una guida pulita per evitare il sottosterzo. Nei tornanti più stretti è raccomandato un piccolo colpo di freno a mano per far girare al meglio la vettura.

Peugeot 208 T16, la musica cambia

Con la 208 T16 la musica cambia. Perchè se la cilindrata rimane identica, il motore diventa turbo e i cavalli salgono a 280 con una coppia di 400 Nm ad appena 2500 giri/min. Ma soprattutto c’è la trazione integrale. Più potenza ma maggiormente gestibile anche per i meno esperti. Merito anche di una seduta leggermente più alta rispetto alla sorellina R2 che aiuta ma non troppo a individuare i punti di corda, una prerogativa dei veri campioni. Avere quattro ruote motrici è un bell’aiuto sulla terra ma per sfruttare l’auto al meglio bisogna spingere forzando la frenata (superiore a quella della R2) per poi percorrere intere curve di traverso. Missione possibile grazie a uno sterzo molto sensibile, alla notevole risposta del telaio ma soprattutto grazie alla ripartizione della trazione che privilegia la posteriore che rende quasi un plus l’intervento col freno a mano. Da non dimenticare il sistema Bang che annulla il ritardo di risposta del turbo regalando un’erogazione potente e lineare. Ecco perchè, nonostante un sound da brividi, la 208 T16 si mostra meno bestiale di come appare. Anche se coniugare seduta bassa, cambio sequenziale, freno a mano e traiettorie da impostare con anticipo non è impresa semplice.

Un paio di giri bastano a farci sentire dei piloti, ma quando saliamo da passeggeri con Tassone e Andreucci, sulle rispettive auto, si capisce che i Piloti (quelli con la P maiuscola) sono di un’altra categoria. Gli stessi che Peugeot continua a cercare e formare tramite il Peugeot Competition, lo storico trofeo promozionale del Leone. Senza dimenticare i clienti: lo scorso anno in Italia, il 30% delle vetture partenti erano auto Peugeot. Oltre alle 208 R5 ed R2, la 207 S2000 fino alla 106 e alla storica 205.