Coloro che amano il brivido sulle 4 ruote avranno in particolare simpatia la Peugeot 205 Turbo 16, un must del mondo delle corse.

IL NUOVO REGOLAMENTO – Gli anni Ottanta segnano uno spartiacque nelle competizioni motoristiche. La FIA istituisce infatti il Gruppo B in sostituzione dei 4 e 5 così da permettere ai grandi costruttori libera sperimentazione tecnica. Tra i pochi vincoli stabiliti la produzione di ciascuna vettura in almeno 200 esemplari l’anno, più 20 eventuali campioni delle versioni evoluzione, a cui sono concessi maggiori margini di elaborazione.

RUGGISCE COME UNA LEONESSA - In realtà il modello del “Leone” iscritto al Campionato del mondo condivide rispetto alla popolare utilitaria solo l’estetica e il nome, per ragioni di marketing. L’interpretazione classica – colorazione grigio scuro – prevede un motore 4 cilindri in linea con cilindrata di 1.779 cm³, distribuzione bialbero testata a 16 valvole, sovralimentato mediante turbocompressore KKK. Pressione massima di 0,7 bar, la potenza è di 200 CV a 6.750 giri al minuto. Il cambio a 5 marce, allineato all’albero motore, si trova subito dietro il sedile pilota, chiaramente improntato sulla dinamicità con leva corta ed innesti ravvicinati. Raggiunta una velocità massima di 209 km/h, l’accelerazione da 0 a 100 impiega 6 secondi netti.

IMBOCCATE STRADE ALTERNATIVE - Sfruttato il sistema 4×4, abbinato a tre differenziali autobloccanti, è intuitivo l’utilizzo della scatola Ferguson come differenziale centrale, così da garantire lo slittamento progressivo fra gli assi in base all’aderenza. Il modello manifesta una lieve tendenza sovrasterzante, specialmente nelle curve a sinistra, e in quelle lente torna il tipico effetto della trazione integrale che scompare in uscita dove bisogna dosare bene il gas per non finire in testacoda a causa del motore esuberante. Il telaio e la carrozzeria assicurano leggerezza sensazionale, anche se sulla EVO2 creano qualche grattacapo vista la necessità di abbinare un propulsore molto potente.