Il contributo di certi visionari può rivelarsi in alcuni casi fondamentale. Brillanti le intuizioni con cui Gérard Welther ha permesso a Peugeot 205 di prendere forma e mettere a segno incredibili vendite, rimaste a lungo imbattute per il “Leone” con oltre cinque milioni di esemplari.

I PRIMI SPUNTI – Leader del Centro Stile il designer francese, approdato nella casa transalpina a soli 18 anni, mette a disposizione la sua conclamata esperienza e riesce soltanto con qualche schizzo a ispirare la maquette, sviluppata intorno ai vetri laterali posteriori. La bassa linea di cintura della carrozzeria offre a sua volta una grande superficie vetrata.

ESCAMOTAGE MACHIAVELLICO - Al suo fianco il direttore commerciale Jean Boillet, che rimane incantato di fronte alle idee presentategli, eccezion fatta per la parte posteriore: le luci posizionate ai lati lasciano infatti visibile un ampio pannello dipinto, poco gradevole all’occhio. Appunto che spinge a inventare un singolare rivestimento, definito “zigrinatura di un porta sapone”. Su questi concetti nasce il modello, dopo 833mila ore di studio e altre 831mila per le prove dinamiche. Ben 18 i milioni di euro spesi col solo prototipo iniziale. Un investimento incaricato di risanare i bilanci dopo le recenti delusioni rimediate dal gruppo PSA.

MOSSE APPROPRIATE - Da questa vettura entrano in scena strumenti rivoluzionari all’epoca come il Computer-Aided Design, tecnologia informatica tramite la quale vengono realizzati disegni molto precisi in breve tempo. Gli sviluppatori sono inoltre incaricati di rendere la carrozzeria resistente alla corrosione e così, oltre a vari componenti fatti in plastica, i lamierati subiscono la zincatura. 2.572 punti di saldatura li uniscono con 41 robot a sei assi e compongono una scocca che pesa appena 194 chili. Lanciata la produzione definitiva nel gennaio 1983, l’impronta futuristica convince sia la stampa internazionale che gli appassionati di automobili e il resto è storia…