“Veloce come il vento”, pellicola ambientata nel mondo delle corse con primattore Stefano Accorsi, ha fatto riscoprire la Peugeot 205, comparsa anche in altre importanti produzioni. Ripercorriamone alcune.

SUCCESSI DI CRITICA- Premiato per la miglior sceneggiatura alla 57esima edizione del Festival di Cannes “Così fan tutti” (regia di Agnès Jaoui), dedicato alle storie di quattro personaggi: Lolita, donna in sovrappeso, Etienne, egocentrico scrittore, Pierre, convinto di essere un fallito, e la moglie Sylvia, che detesta i suoi allievi fino a quando scopre Lolita, figlia del suo scrittore preferito. “Il buio nella mente” ha invece riscontrato grande successo durante la 52ª Mostra internazionale di Venezia con le sue due protagoniste, Sandrine Bonnaire e Isabelle Huppert vincitrici della Coppa Volpi come miglior interpreti femminili. Il film, un drammatico diretto da Claude Chabrol, racconta di due proletarie che crudelmente uccidono quattro esponenti della borghesia di provincia.

LO SBARCO A HOLLYWOOD - Una brillante commedia è “Troppo amici”, firmata Olivier Nakache e Eric Toledano, la stessa coppia di registi che ha realizzato “Quasi amici”, tra i film francesi più visti in assoluto. Le vicende narrate riguardano una famiglia con tutte le problematiche della società odierna, riunita a cena. Momenti di ilarità che contraddistinguono pure “Cose nostre – Malavita”, diretto e prodotto da Luc Besson dove un boss mafioso (Robert De Niro) è costretto a trasferirsi con la moglie Maggie (Michelle Pfeiffer) e i figli in una tranquilla cittadina francese, sotto tutela del Programma di Protezione Testimoni. Incapaci di perdere le “vecchie abitudini”, il caos scoppia quando i vecchi compari mafiosi cercano vendetta. Opera di Paul Greengrass “Green Zone” in cui, durante l’occupazione americana dell’Iraq, l’ufficiale Roy Miller (Matt Damon) e la sua squadra sono chiamati a rintracciare le armi di distruzione di massa, ma una serie di losche operazioni organizzate dai servizi segreti cambiano completamente i loro piani.