Immaginate delle monoposto senza gomme. Impossibile! Basterebbe questa banale considerazione per rendersi conto dell’importanza della Pirelli. L’azienda italiana, spesso, lavora nell’ombra ma il percorso che porta le gomme dalla fabbrica alla pista è molto interessante. 

Gli pneumatici sono croce e delizia della Formula 1. Sempre al centro delle polemiche, seguono un percorso molto interessante per arrivare dalla fabbrica alla pista. Pensate soltanto che ogni singola gomma è classificata tramite l’attribuzione di un codice a barre.

Nel prossimo appuntamento, quello di Spa-Francorchamps, la Pirelli fornirà alle squadre i compound più duri della gamma PZero. La trasferta belga è in preparazione da settimane, tanta è la voglia di far bene sulla pista dei campioni.

Ma descriviamo brevemente il ciclo di produzione degli pneumatici: per ogni gara l’azienda italiana ne porta in pista circa 1800, ma niente è improvvisato. Gli pneumatici, infatti, sono confezionati ad Izmit in Turchia, vicino Istanbul.

Ad ogni gomma è assegnato un codice a barre che resiste al processo di vulcanizzazione degli pneumatici. Durante le gare europee, le gomme vanno da Izmit fino a Didcot nel Regno Unito. Qui, un funzionario della FIA, con i codici a barre alla mano, assegna in modo casuale le gomme alle varie squadre.

Si evince che la Pirelli è estranea all’assegnazione delle gomme e quindi ha meno “colpe” di quelle che le scuderie vorrebbero attribuirle.