Si è conclusa domenica 17 luglio la Pechino-Parigi 2016, quinta rievocazione della “Pechino-Parigi”, quinta rievocazione della corsa che ha visto la partecipazione di due Alfa Romeo storiche della Scuderia del Portello: una Giulia 1.300 Ti del 1969 e una Giulia Super 1.3 del 1973. E le due preziose vetture sono state protagoniste di una cerimonia di gala organizzata presso il Motor Village di Parigi, sugli Champs Elysées, dove ad attenderle c’era la nuova Giulia.

Le due vetture d’epoca sono partite il 12 giugno dalla capitale cinese e hanno affrontato un percorso di quasi 14.000 km particolarmente impervio quanto affascinante, attraversando 11 Paesi: Cina, Mongolia, Russia, Bielorussia, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Italia, Svizzera e Francia. Tra le zone più dure di certo il deserto del Gobi e la Mongolia dove gli equipaggi hanno dormito per diverse notti nel deserto e dovuto affrontare prove speciali lunghe fino a 40/50 chilometri, pietraie e l’attraversamento di un fiume vorticoso. Nei 5000 chilometri della Siberia si è avuta la tappa più lunga del rally: 668 chilometri, da Novosibirsk a Omsk. L’unica tappa italiana, tra il 13 e il 14 luglio, ha visto gli equipaggi giungere a San Martino di Castrozza dopo una serie di prove rese ancor più difficili dal maltempo che ha costretto gli organizzatori a cancellare alcuni test sui passi alpini chiusi per la nevicata notturna.

La prima Giulia d’epoca è stata condotta da Marco Cajani, presidente della Scuderia del Portello, e Alessandro Morteo co-driver, mentre la seconda è stata affidata al giornalista Roberto Chiodi con accanto la moglie Maria Rita Degli Esposti. In dettaglio, Chiodi ha conquistato la medaglia d’oro alla Pechino-Parigi 2016 per aver concluso in orario tutte le giornate di gara e aver disputato entro il tempo massimo consentito le prove speciali previste nelle cinque settimane del rally. Inoltre si è piazzato tredicesimo assoluto, secondo di categoria e primo dei sette equipaggi italiani. Le due Giulia d’epoca si sono classificate seconda e terza nella speciale classifica di classe della Coppa Europa che prendeva in considerazione soltanto i risultati conseguiti dalla Polonia a Parigi.