Nel weekend di Budapest, teatro del dominio di Lewis Hamilton, è stato raggiunto l’accordo tra Bernie Ecclestone, in qualità di rappresentante della Formula 1 Group, e la FIA per il rinnovo del Patto della Concordia, l’accordo commerciale che dovrà gestire la F1 fino al 2020. Un accordo voluto per garantire una maggiore stabilità al futuro del circus.

Con la terza parte in causa, i costruttori, già d’accordo dal GP Montecarlo, mancava solo l’intesa tra il boss della F1 e la federazione internazionale. L’Ansa riporta che il “Memorandum of Understanding” (MoU) dovrebbe entrare in vigore a settembre dopo l’approvazione da parte dei rispettivi organi di governo delle parti firmatarie nelle prossime settimane.

Ulteriori informazioni saranno disponibili solamente ad approvazione avvenuta ma pare che l’accordo unisca FIA, CVC e tutte le squadre ad eccezione della Marussia che vuole continuare a trattare separatamente con Ecclestone. Secondo la Gazzetta dello Sport le squadre si divideranno il 63% dei profitti, stimati in oltre 700 milioni di euro. Un deciso balzo in avanti rispetto alla fetta precedente che era del 47,5%. Alla Ferrari andranno le percentuali più alte per il prestigio e i titoli mondiali conquistati.

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