Lo scooter è il sogno di tanti giovani che non vedono l’ora di avventurarsi in strada e provare l’ebbrezza del vento sulla pelle.

Tanti genitori, di contro, sono preoccupati spesso della scarsa sicurezza che le due ruote suggeriscono.

I risultati dell’ultimo Safety Day organizzato a Roma, vicino allo Stadio Flamino dall’Asiscam, dalla Fondazione Ania e da Confindustria-Ancma, in parte si schiera dalla parte dei genitori.

Ma il dito non è puntato sui modelli studiati con cura dalle case motociclistiche, quanto piuttosto sulla vecchia normativa.

Fino ad aprile 2011, infatti, per conseguire il patentino e guidare uno scooter 50, era sufficiente superare un esame di teoria. Così spesso accadeva che durante i Safety Day, gli esperti del Codice della Strada incontrassero giovani “neopatentati”, incapaci di conservare l’equilibrio sulla moto.

In più, hanno osservato le associazioni coinvolte, è difficile attribuire la “colpa” dell’incapacità al voltante ai ragazzi. Molto spesso, i giovani curiosi del funzionamento delle due ruote, non hanno trovato risposte. Mentre hanno partecipato con entusiasmo ai seminari proposti durante la giornata formativa.

Un passo interessante ed importante, quindi, è nella modifica del Codice della Strada che da aprile 2011 inserisce con l’articolo 116, l’obbligo di un esame pratico finalizzato al rilascio del famigerato patentino.

Questo esame varia in base all’interlocutore: se si decide di condurre uno scooter tradizionale si dovranno affrontare i classici test di abilità e idoneità, mentre esercizi di frenata, parcheggio, retromarcia e guida nel traffico saranno materia d’esame per chi guida le microcar.