Autolib il seducente progetto di mobilità elettrica diffusa che da Parigi si espanderà in altre città francesi ed europee è la rappresentazione concreta della capacità delle PMI italiane di essere agili, competitive, innovative. Infatti il veicolo Bollorè che del progetto è il partner automobilistico è stato ideato, progettato, assemblato in Italia o meglio tra Torino e Bairo Canavese.
Spesso si è parlato di questo veicolo associandolo a Pininfarina ma della gloriosa firma del design vi è solo lo stabilimento produttivo concesso per il progetto ad un’azienda sconosciuta al grande pubblico ma ben nota alle case automobilistiche: la Cecomp.
Diciamolo, il nome è quasi impronunciabile essendo l’acronimo di Centro Esperienze Costruzioni Modelli e Prototipi, del resto operando nel B2B non vi è necessità di fascino ma di concretezza.
Per questo i grandi costruttori mondiali portano qui alcune delle loro idee, per vederle trasformarsi in realtà o verificare le potenzialità dell’industrializzazione e parliamo di nomi con accento francese, tedesco e giapponese.
Mr. Bollorè, forte di queste credenziali si è presentato nei loro uffici alla ricerca di qualcuno in grado di far diventare un progetto industriale a costo contenuto una serie di bozzetti, di schizzi, di fantasie di qualche designer non sempre realizzabili.
Così i tecnici di questa “boita” (vezzeggiativo piemontese per officina di grande professionalità) sono riusciti là dove altri avevano fallito ed oggi le Bollorè che viaggiano a zero emissioni e zero rumore lungo la Senna e per i boulevard più affascinanti di Parigi sono made in Italy. Chapeau!