Terza tappa della nostra lunga intervista con Paolo Andreucci che lo scorso aprile, insieme ad Anna Andreussi, è venuto a trovarci nella redazione di Leonardo.it dove ha vestito i panni di “Direttore per un giorno”. Nel terzo spezzone della lunga chiacchierata (QUI IL PRIMO e il SECONDO), il pilota di Garfagnana parla degli esordi. La sua carriera è iniziata nel 1987 ma non tutti sanno che ha corso anche nel Mondiale WRC. Su questo tema sono diversi coloro che lo criticano per non aver mai voluto cimentarsi a tempo pieno nel campionato iridato.

La storia è andata diversamente e il pilota con il maggior numero di titoli italiani assoluti conquistati (ben sette, di cui gli ultimi quattro con Peugeot) ci racconta il suo esordio nel Mondiale, in Portogallo, nel 1989: “Era l’ottava gara della mia vita e ho vinto delle prove speciali arrivando secondo. Ne vado molto fiero di quella gara. Chi dice che ho corso in Italia e non all’estero non conosce in pieno la mia carriera. Comunque è vero che ho corso di più in Italia, purtroppo in quegli anni ho vissuto gli anni buii della Lancia. Ci sono state tante cose estremamente negative che si sono riversate sulla mia carriera: eventi economici e altre situazioni che mi hanno costretto a ‘ripiegare’ sulle gare nazionali, quelle per cui avevo il budget. Non rimpiango niente: questa scelta mi ha dato tante soddisfazioni“. 

Da quel giorno sono passati 25 anni: “Il rally è cambiato moltissimo: le macchine regolamenti, le gare. Prima si correva su cinque giorni, ora su tre. Nel campionato italiano le prove speciali sono la metà. Oggi non si può più gestire una gara. Una volta un minuto lo potevi recuperare. C’è meno motore ma si va più forte in curva”.

Su cosa cambiare nel format delle corse, Andreucci ha le idee chiare: “I mezzi e le gare. In futuro spero in gare più lunghe a costi più bassi. Serve una meccanica che ti permetta di fare più km a costi più bassi. Oggi sono troppo alti. Il mio obiettivo? Spero di continuare a correre ancora per molto tempo. Ho sempre tanta passione e cerco di mantenermi in forma. I grandi campioni hanno smesso perchè non avevano più voglia di testa”.

Paolo Sperati su Twitter Facebook e Google+

Ecco l’intervista video: 

LEGGI ANCHE

Andreucci-Andreussi coppia vincente, l’intervista di Leonardo.it

Paolo Andreucci: storia di un campione in Peugeot

Andreucci “Direttore per un giorno”

Targa Florio: Andreucci vince ancora

Peugeot alla Dakar: il Leone tornerà a ruggire dopo 25 anni

CIR: la stagione più interessante della storia