Prima tappa della nostra lunga intervista con Paolo Andreucci che lo scorso aprile, insieme ad Anna Andreussi, è venuto a trovarci nella redazione di Leonardo.it dove ha vestito i panni di “Direttore per un giorno”. Nel primo spezzone della chiaccherata con il sette volte campione Italiano Rally, Andreucci si augura – da buon profeta – un successo alla storica Targa Florio (vinta poi per l’ennesima volta) senza dimenticare i suoi primi successi.

Il primo in assoluto è il Peugeot Competition del 1991, il passepartout di una gloriosa carriera: “In quel periodo grossi sponsor non ce n’erano. Grazie ai premi ho finito la stagione e l’anno dopo sono riuscito a collaborare con Peugeot Italia. I trofei promozionali sono sempre importanti perchè in primo luogo ci si mette alla prova con altri che guidano la tua stessa macchina. Questo ti fa capire qual è il tuo livello, se ne vale la pena a continuare a investire su te stesso. Avere premi e agevolazioni in un mondo costoso come quello delle corse è molto importante”.

Il sogno di diventare pilota ufficiale si realizza nel 1993, a bordo di una Peugeot 106 con a fianco Popi Amati. Inziano ad arrivare i primi titoli nazionali ma il titolo più sudato (il primo Campionato Italiano Rally) coincide con l’inizio della sua carriera in coppia con Anna Andreussi e “con una squadra privata messa in piedi quasi a livello personale e con tanti amici che mi hanno dato una mano”.

Il trionfo più significativo è invece quello del 2009, che segna il ritorno al volante di una vettura di categoria Super 2000, la Peugeot 207 della Racing Lions contro cui aveva combattuto l’anno precedente: “Era una scommessa, io e Anna siamo scesi in campo con quello che avevamo. Abbiamo messo insieme Peugeot e Pirelli ed è stata una bella scommessa vinta” che ha portato il titolo costruttori a alla casa francese. Il primo di lunga serie.

LEGGI ANCHE

Rally Sardegna: Peugeot raddoppia per il Mondiale

Targa Florio: Andreucci vince ancora

Peugeot alla Dakar: il Leone tornerà a ruggire dopo 25 anni

CIR: scatta la stagione più interessante della storia