Il podio canadese, l’abbiamo detto più volte, è stato formato da uno strepitoso Lewis Hamilton che ha preceduto i due outsider di giornata: Romain Grosjean e Sergio Perez, tutti autori di una gara cinica e concreta. 

Lewis Hamilton è una furia. Sorpassa Alonso che su quel tracciato è sempre stato il suo più acerrimo nemico e portandosi in testa sa già che farà un salto enorme nella classifica iridata. Poi costruisce una gara praticamente perfetta e riporta alla memoria dei fan quel che ha sempre espresso sul tracciato di Montréal.

Ha guidato bene, ha pennellato le curve, ci sentiamo di dargli un bel 9 e mezzo. Non dieci perché adesso aspettiamo che sia costantemente in avanti.

Grosjean, dopo una fase di qualificazione completamente da dimenticare, sa approfittare degli errori altrui, delle leggerezze nella gestione delle gomme, commesse da Alonso e Vettel. Sa aspettare e non fa come a Monaco, quando ha provato a spingere dal primo giro.

Insomma, un campione cinico e calcolatore che porta a casa un meritatissimo secondo posto: 10 e lode.

La Sauber ha un vantaggio in questa stagione: la macchina è molto gentile con le gomme, una qualità che vorrebbero avere anche le avversarie. Un po’ per questo particolare, un po’ per l’applicazione ferrea della strategia della squadra, Perez conquista la terza posizione e se la tiene ben stretta.

Dopo il secondo podio non possiamo certo definirlo una “scoperta” di questo mondiale. 9 pieno ad un talento ritrovato.