Pastor Maldonado, nonostante i progressi della sua squadra in campo tecnico, è considerato l’autentica sorpresa di questo week-end automobilistico. La Williams, tra l’altro era salita sul primo gradino del podio, l’ultima volta, con Montoya in Brasile.

Da quanto tempo non si vedeva sfilare la Williams con tanta eleganza sul traguardo? Da tanto, troppo tempo. Forse è il motivo per cui nonostante la pole di Maldonado, si temeva che potesse soccombere all’astuzia di Alonso.

Un po’ è stato anche così ma il ferrarista ha poi dovuto lasciare il passo a Maldonado ed accontentarsi della seconda posizione. A Pastor vogliamo conferire un bel dieci perché è riuscito a disciplinare l’irruenza che caratterizza il suo stile di guida.

Se la velocità l’ha sempre distinto dai colleghi, adesso la differenza l’ha fatta la concretezza, abbinata ad una buona dose di maturità. Il mix giusto ha riportato in sella la Williams dopo circa 8 anni di assenza dagli scranni dorati della Formula 1.

Alonso è stato battagliero, al via ce l’ha messa tutta e per buona parte della gara ha accumulato decimi di secondo dagli avversari. Nell’ultimo frangente però ha dovuto fare i conti con una strategia malgestita, soprattutto in relazione agli pneumatici. Per lui possiamo parlare di un nove d’incoraggiamento.

Il ferrarista comunque non ha alcun rimpianto.