Una delle maggiori seccature per gli automobilisti è il momento di pagare il cosiddetto bollo auto, cioè la tassa automobilistica regionale di proprietà. Soprattutto perché non si vede concretamente quali servizi arrivino in cambio di questo tributo. Ma visto che va pagato, tanto vale farlo in modo il più indolore possibile. Attraverso alcuni consigli utili derivati dal buon senso.

Non attendere l’ultimo giorno. Il discorso è valido per qualsiasi scadenza. Ma pagare il bollo in ritardo, o dimenticarsi del tutto di farlo, può comportare il rischio di una vera odissea burocratica, accompagnata da multe pesanti. Qualche contrattempo può sempre capitare: lunghe code, computer non funzionante, imprevisti vari. Il rischio è troppo elevato. Pagare due o tre giorni prima consente di parare qualsiasi seccatura inaspettata.

Preferibilmente usare il pagamento online. I costi sono praticamente gli stessi. Ma il vantaggio di poter pagare senza muoversi da casa e anche fuori dagli orari di ufficio ha un valore incalcolabile. Elimina alla radice tutto il problema delle code con perdite di tempo e stress incluso.

Scegliere un luogo facile da ricordare per le ricevute. Sarà capitato a molti. Arriva la cartella esattoriale in cui risulta che non si è pagato il bollo, ma siamo sicuri di averlo fatto. E non troviamo più la ricevuta. Giorni persi a rovistare in casa. Poi siamo costretti a pagare di nuovo, insieme a multe mostruose perché magari si tratta del bollo di quattro anni prima. Una cartelletta, un cassetto, dove volete: purché le ricevute siano conservate tutti insieme e sempre nello stesso posto, magari insieme a tutti gli altri documenti legati all’auto, così le troverete facilmente al momento opportuno. Assolutamente non conservarle nell’auto: non è più legalmente richiesto da molti anni e si rischia di perderle.

Controllare ogni volta che l’importo sia esatto. Pagare la somma sbagliata equivale, burocraticamente parlando, a non pagare del tutto. Con tutte le seccature collegate. Le leggi possono cambiare e gli importi variare, magari molti mesi prima del momento in cui dobbiamo pagare. Controllare sempre: il sito web della Regione o quello dell’Aci o quello dell’Agenzia delle entrate sono le fonti migliori, è sufficiente digitare il numero di targa.

Conservate le ricevute anche se vendete l’auto. Il bollo deve pagarlo chi possiede l’auto nell’anno di competenza della targa. Se dovete pagare a maggio e vendete l’auto a settembre, per quell’anno la Regione chiederà conto sempre a voi. Quindi conservate anche la ricevuta per l’anno in cui avete venduto l’auto, almeno per cinque anni, come prescrive la legge.

photo credit: epSos.de via photopin cc