Ad un certo punto del gran premio di Valencia, la monoposto di Vettel si è accostata. E’ stato chiaro fin da subito che il pilota aveva avuto un problema con il motore, così, all’improvviso e tutte le speranze maturante con la pole, sono state bruciate dalla disperazione. 

Chi ha seguito il gran premio in televisione sa che lo sguardo di Adrian Newey, quando Vettel ha accostato e si è fermato, era da vero disperato. Tutto il week-end a bearsi delle prestazioni della monoposto per poi vedere il bicampione del mondo gettare così facilmente la spugna.

Eppure il retrotreno montato di recente sulla RB8 ha funzionato. La macchina andava velocissimo e tra doppio fondo e carenature delle sospensioni, la monoposto di Newey ha ripreso vigore. Senza i problemi tecnici che sono intervenuti nel gran premio di Valencia, la Red Bull sarebbe tranquillamente arrivata sul traguardo.

A Milton Keynes, però, arriva la “confessione” di Chris Horner e la speranza per il futuro.

Ammetto che è stato frustrante perdere in quel modo, perché la corsa era sotto il controllo di Seb. Aveva un passo tremendamente veloce e siamo andati via da Valencia consapevoli di avere una macchina veloce. Lo ha dimostrato anche Mark, recuperando dalla diciannovesima alla quarta posizione finale.