GRIGLIA DI PARTENZA

QUALIFICHE DI GARA

Non c’erano molti dubbi alla vigilia di questo 64° Gran Premio d’Italia su quale fosse lo sparuto gruppo di piloti e di vetture sul quale puntare per la vittoria finale. Le qualifiche e il weekend in generale aveva già stabilito le sue inequivocabili gerarchie con Mercedes e Williams in cima alla piccola piramide. Considerando però le variabili di un tracciato come quello di Monza nel quale può succedere davvero di tutto, a cominciare dalla primissima curva in fondo al rettilineo di partenza, c’erano almeno due ordini di ragionamento da rispettare. Il primo riguardante proprio le due scuderie al top entrambe col motore Mercedes, con le Williams pronte a ingaggiare battaglia essendo le uniche a poter realmente rivaleggiare col team tedesco. In secondo luogo la querelle intestina proprio in casa Mercedes tra Hamilton (foto: Facebook) e Rosberg. A Monza vince Hamilton, per una volta, senza colpo ferire, dato l’errore di Rosberg alla Roggia che ha spianato la strada al britannico. Sesta vittoria stagionale, 28a in carriera e rilancio mondiale nonostante il solido secondo posto del compagno-rivale Rosberg. Gerarchie in sostanza rispettate con le Williams che seguono le Mercedes e Massa che sale sul podio a discapito di Bottas che fa, al solito, un garone in rimonta dopo essere partito malissimo. Rigor di gerarchia avrebbe voluto poi le McLaren a spartirsi quinto e sesto posto, e invece arrivano le Red Bull di Ricciardo, che dopo una partenza bradipica e una gara sorniona si trasforma in un cannibale assetato di posizioni e infila tutti, compagno di squadra compreso e Vettel che disamorato quasi della Formula 1 dopo quattro annate trionfali, si limita a mantenere fino alla fine la sua sesta posizione. Male, malissimo le Ferrari che qui nel tracciato di casa riescono a raggranellare qualche punticino striminzito col nono posto di Kimi Raikkonen (in realtà decimo, avanzato per la penalità comminata a Magnussen) e con un Alonso sconsolatamente costretto al ritiro per la rottura del motore al 30° giro.

Ordine d’arrivo

Pos No Driver Team Laps Time/Retired Grid Pts

1 44 Lewis Hamilton Mercedes 53 1:19:10.236 1 25
2 6 Nico Rosberg Mercedes 53 +3.1 secs 2 18
3 19 Felipe Massa Williams-Mercedes 53 +25.0 secs 4 15
4 77 Valtteri Bottas Williams-Mercedes 53 +40.7 secs 3 12
5 3 Daniel Ricciardo Red Bull Racing-Renault 53 +50.3 secs 9 10
6 1 Sebastian Vettel Red Bull Racing-Renault 53 +59.9 secs 8 8
7 11 Sergio Perez Force India-Mercedes 53 +62.5 secs 10 6
8 22 Jenson Button McLaren-Mercedes 53 +63.0 secs 6 4
9 7 Kimi Räikkönen Ferrari 53 +63.5 secs 11 2
10 20 Kevin Magnussen McLaren-Mercedes 53 +66.1 secs 5 1
11 26 Daniil Kvyat STR-Renault 53 +71.1 secs 21
12 27 Nico Hulkenberg Force India-Mercedes 53 +72.6 secs 13
13 25 Jean-Eric Vergne STR-Renault 53 +73.0 secs 12
14 13 Pastor Maldonado Lotus-Renault 52 +1 Lap 16
15 99 Adrian Sutil Sauber-Ferrari 52 +1 Lap 14
16 8 Romain Grosjean Lotus-Renault 52 +1 Lap 17
17 10 Kamui Kobayashi Caterham-Renault 52 +1 Lap 18
18 17 Jules Bianchi Marussia-Ferrari 52 +1 Lap 19
19 21 Esteban Gutierrez Sauber-Ferrari 51 +2 Laps 15
20 9 Marcus Ericsson Caterham-Renault 51 +2 Laps 22
Ret 14 Fernando Alonso Ferrari 28 +25 Laps 7
Ret 4 Max Chilton Marussia-Ferrari 5 Accident 20

Note: Kvyat qualificato 11th, ha scalato 10 posizioni in griglia per cambio motore. Ericsson è partito dalla pit-lane, penalizzato per errore gommedurante le qualifiche. Magnussen ha concluso in settima posizione in gara ma ha subito una penalità di 5 sec. per condotta scorretta nei confronti di Bottas.

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