La tradizione delle Opel Corsa sportive risale al lontano 1988, con la GSi da 101 CV, da allora la piccola del Fulmine ne ha fatta di strada, è diventata OPC, ha ricevuto la sovralimentazione e, dal 2007, è stata venduta in oltre 23.000 unità. Adesso, anche l’ultima generazione di questa utilitaria poliedrica è ha ricevuto la tanto agognata sigla OPC, acronimo di Opel Performance Center, riservata alle Opel più sportive dal 1999.

Che sia una Corsa diversa dalle altre lo si evince da più di un particolare: le prese d’aria generose del frontale e l’elemento che caratterizza la parte inferiore del cofano le donano un gradevole effetto racing. Anche nella vista posteriore spiccano componenti specifiche come il doppio scarico firmato Remus, il diffusore, e lo spoiler che campeggia sopra il portellone. Completano il quadro i cerchi in lega che, sulla versione da noi provata nei dintorni di Bilbao, erano da 18 pollici con coperture Michelin Pilot Sport 215/40.

La sensazione di trovarsi al cospetto di una piccola bomba aumenta quando si sale a bordo e si riceve l’abbraccio generoso dei sedili Recaro, si poggiano i piedi sulla pedaliera sportiva e si impugna la leva del cambio a 6 marce con tanto di pomello dedicato. Poi, basta guardare la strumentazione dove il tachimetro vanta un fondo scala tarato a 250 km/h, per sentire l’adrenalina che sale anche a vettura ferma.

La curiosità è tanta, anche perché il panorama delle piccole al testosterone è più che mai ricco di proposte accattivanti, quindi non rimane che accendere il 1.6 sovralimentato da 207 CV, forte di una coppia di ben 280 Nm, grazie all’overboost, e verificare se il telaio e il cambio siano ben accordati con il cuore generoso della Corsa OPC.

A scanso di equivoci, è bene ricordare che l’esemplare che abbiamo guidato era provvisto del pacchetto OPC Performance, composto dall’utilissimo differenziale meccanico autobloccante a dischi multipli Drexler, dai cerchi da 18 pollici, dall’impianto frenante Brembo con dischi anteriori da ben 330 mm e da un assetto ancora più rigido, grazie a delle molle specifiche. Si tratta di un optional da 2.500 euro, assolutamente imprescindibile.

Ma non è tutto, la nuova Corsa OPC è stata oggetto di un affinamento tecnico davvero approfondito. Infatti, a livello di sospensioni, spiccano i telai delle stesse, le barre stabilizzatrici, le boccole e le molle completamente nuove. Mentre, per quanto riguarda il motore, bisogna segnalare una nuova linea d’aspirazione, un nuovo intercooler e dei nuovi iniettori.

Così, al volante, si capisce sin dalla prima curva di che pasta è fatta questa Opel compatta nelle dimensioni ma con un ego decisamente smisurato. L’assetto è piatto, proprio come sulle sportive di rango e di ben altro listino, il motore spinge forte sin dal basso con il turbo che soffia vigoroso e gli scarichi Remus intenti a sottolineare ogni pressione del gas. Lo sterzo asseconda ogni volontà del guidatore e, nonostante una seduta un po’ alta, si percepiscono bene i movimenti del telaio. Il bello arriva nel momento in cui la strada si restringe all’improvviso, quando si teme che l’aderenza possa diminuire o di essere arrivati un po’ lunghi: ebbene, in questi frangenti il differenziale agisce con una forza misteriosa che trascina l’auto fuori dalla curva senza scomporla minimamente. Un comportamento che rende la Corsa OPC tremendamente efficace, anche perché il retrotreno non vuole saperne di mollare la presa. Ne deriva una sensazione di sicurezza quasi smisurata, difficile da riscontrare su una sportivetta del genere, una caratteristica che non inficia il divertimento, visto che l’auto risulta comunque agile e comunicativa. Merito anche del sistema di ammortizzatori FSD (Frequency Selective Damping) con tecnologia di smorzamento selettivo in funzione della frequenza.

Volendo, si possono anche escludere i controlli elettronici, ma per strada ci si può accontentare di viaggiare in modalità Race, che consente una certa libertà d’espressione lasciando che il controllo di stabilità e quello di trazione intervengano quando serve. Un discorso a parte meritano i freni, sempre pronti all’azione anche quando sono chiamati a fare gli straordinari, ed il cambio, decisamente migliorato, ma che ancora presenta qualche impuntamento nelle scalate più rapide.

Disponibile dal mese di giugno, la Corsa OPC di nuova generazione, capace di scattare da 0 a 100 km/h in soli 6,8 secondi, di toccare una velocità massima di ben 230 km/h e di accontentarsi di soli 7,5 l di benzina per percorrere 100 km, a fronte di emissioni di Co2 di 174 g/km, ha un costo di 21.900 euro. Ma è chiaro che non si può prescindere del pacchetto OPC Performance, che accresce il prezzo d’acquisto di 2.500 euro.