Sul disegno di legge per l’omicidio stradale il governo pone la questione di fiducia. Nella giornata di giovedì 10 dicembre ci sarà l’esame dell’aula del Senato del testo approvato dalla Camera e licenziato dalla commissione Giustizia di palazzo Madama senza modifiche a causa dei profondi dissensi nella maggioranza per via dell’eccessiva estensione del reato, e dell’opposizione: FI punta il dito contro un provvedimento che mette «anche un neopatentato a rischio carcere per 18 anni».

Il governo, insieme al relatore Giuseppe Cucca (Pd) ha messo a punto un maxiemendamento, che corregge «il tiro rispetto alla versione della Camera» sul quale chiedere il voto di fiducia. Il testo uscito dalla Camera prevede che l’omicidio stradale diventi un reato a sé, graduato su tre varianti. In particolare, resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Con le nuove regole chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischierà da 8 a 12 anni di carcere.

Tra le novità del testo approvato alla Camera aumentano le pene se il guidatore è sotto l’effetto di alcool o stupefacenti: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l. In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni), anni che possono diventare 30 se il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.

Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave. Negli altri casi l’arresto è facoltativo. Il testo ha avuto uno sprint anche dopo l’incidente nel quale perse la vita nel giugno scorso Corazon ‘Corie’ Mendez, dopo essere stata falciata da un’auto pirata. Nel 2014 gli episodi di pirateria con omissione di soccorso sono stati più di mille con 119 vittime.