Dopo tante modifiche al testo, ripensamenti, dibattiti e discussioni, ci siamo quasi, la legge per stabilire il reato di omicidio stradale è quasi pronta per diventare operativa. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha apposto la sua firma sul testo di fronte ai rappresentanti delle associazioni delle vittime della strada.

Tra le parole del suo intervento è doveroso sottolineare un passaggio nel quale il Premier riferisce: “tutti devono riconoscere che le pene fino ad oggi erano assolutamente troppo morbide. Da domani c’è da lavorare sempre di più per rendere le strade sicure e perché la strage infinita non continui. Se questa legge servirà banalmente a educare a stare attenti e far capire che non ci si mette alla guida ubriachi o drogati e a capire che la vita è un valore, avremo reso l’Italia un paese più degno”.

La legge in questione comporta, per tutti gli automobilisti che guidano in stato di ebbrezza, o dopo aver assunto sostanze stupefacenti, e per coloro che, causano la morte di altri individui mediante comportamenti pericolosi, una pena che va dai 5 anni ai 18 anni in base alla situazione.

Contestualmente, sempre a seconda del caso in questione, la patente viene revocata per un periodo che va da 5 anni fino a 30 anni. Insomma, presto le strade potrebbero essere più sicure, perché se è vero che in molti, fino ad oggi, sono riusciti a farla franca ricevendo pene inadeguate ai danni provocati, è altrettanto vero che a breve chi commetterà un omicidio stradale pagherà a caro prezzo un atto gravissimo.

Il rispetto delle regole, della vita altrui, anche con un atteggiamento più responsabile, che induca gli automobilisti a mettersi al volante sobri e senza aver assunto sostanze stupefacenti, potrebbe essere una conquista che va a migliorare un senso civico troppo spesso accantonato dai più indisciplinati, anche per via di pene non all’altezza dei reati in questione.