La cronaca è sempre portatrice di notizie tragiche, spesso legate al mondo dell’auto, per via di incidenti causati da guidatori maldestri sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o dell’alcool. Adesso però, qualcosa sta cambiando, perché il Senato ha approvato la proposta di legge che annovera il reato di omicidio stradale, attuando delle modifiche al testo del 20 maggio scorso, che fu licenziato dalla commissione Giustizia.

Ebbene, chi causa la morte di un’altra persona mentre guida un veicolo in stato di ebbrezza, o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, rischia il carcere per un periodo che va dagli 8 ai 12 anni, e fino a 18 anni in caso di omicidio plurimo.

La pena si abbassa da 7 a 10 anni per chi viene trovato con un tasso alcolemico tra 0,8 g/l e 1,5 g/l (esclusi i guidatori professionali e i neopatentati). Si tratta dello stesso periodo di reclusione previsto per i guidatori sobri che viaggiano al doppio del limite di velocità vigente nei centri urbani, e per chi supera di almeno 50 km/h la velocità consentita sulle strade extraurbane.

Eliminate le discriminanti per coloro che passano con il rosso, viaggiano contromano, effettuano inversioni ad U, o compiono un sorpasso in prossimità di attraversamenti pedonali, in questi frangenti rimane l’accusa di omicidio colposo. Certo, considerando che i casi di auto che viaggiano contromano in autostrada non sono poi così rari, e che i comportamenti sopra citati sono all’ordine del giorno nelle grandi città, non si riesce a comprendere perché non vengano considerati altrettanto dannosi. Oltretutto, si tratta di manovre spesso compiute in zone altamente trafficate da automobilisti consapevoli, deleteri per gli utenti delle due ruote.

Il reato di omicidio stradale comporta un aumento della pena che va da un terzo alla meta della stessa per chi si da alla fuga, anche questo un comportamento sempre più diffuso, mentre, in caso di lesioni gravi la pena può arrivare al massimo a 4 anni. Ovviamente, chi viene condannato per omicidio stradale, è sottoposto alla sospensione della patente per un periodo che va da un minimo di 5 anni ad un massimo di 30 anni.

Ora la palla passa alla Camera, sperando che la proposta di legge non venga mutilata ulteriormente in favore di chi adotta comportamenti alla guida poco consapevoli.