Eccolo qui, l’articolo che non avresti mai voluto scrivere, quello che ti lascia interdetto, frastornato nel pensiero, dolorante nell’anima e a corto di quelle parole che devi necessariamente trovare. Nicky Hayden è scomparso, a soli 35 anni, un ragazzo, un campione, uno di quei personaggi positivi che ha sempre corso in modo onesto e leale ed ha sempre stemperato ogni accenno di polemica con un sorriso, non c’è più.

Ormai era uno di noi, l’Italia l’aveva accolto come fa con chi condivide la passione travolgente per la velocità e proprio nei pressi del Circuito di Misano Adriatico, intitolato al compianto Marco Simoncelli, Nicky Hayden ha trovato la morte, in una giornata dal caldo estivo, mentre si allenava in bici.

Alcuni hanno parlato della dinamica, altri hanno diffuso immagini forti, ma noi no, noi vogliamo solo salutare dalle nostre pagine quello che fu il campione del mondo di MotoGP del 2006, un pilota veloce, concreto e onesto nel suo lavoro a 300 km/h, ma anche un ragazzo ben voluto da tutti, del quale ognuno ha un bel ricordo. E non si tratta di frasi di circostanza, perché anche se ha sconfitto Valentino Rossi, a noi Hayden è sempre piaciuto, non ha mai avuto l’arroganza o l’irriverenza di altri piloti, è sempre stato vero e rispettoso nei confronti di tutti, per questo ora il suo ricordo risplende forte nella nostra mente e fa male nell’anima.

Inutile raccontare lo strazio dei familiari, descrivere il vuoto che lascia intorno a sé, questo è innegabile, ed ognuno che ha subito un lutto può comprenderlo. Del quadro clinico importa poco, qualsiasi sia stato l’esito di una lotta disperata adesso ha poca importanza, questi discorsi lasciamoli ad altri, prendiamo atto che un altro pilota se ne è andato prematuramente, stringiamoci virtualmente intorno alla propria famiglia e rendiamogli omaggio per l’ultima volta.

Oggi è un giorno triste, tutti perdiamo una presenza che, indirettamente, ha fatto parte della nostra vita, rimane il suo sorriso, impresso nella memoria, ed un ricordo che non può consolare la tristezza che alberga in ognuno di noi.