La tecnologia ibrida ad aria compressa è nata dai mulini, passando per i macinacaffè, le macchine per cucire, gli strumenti da barbiere e le biciclette. Si tratta ovviamente di una forzatura logica; riassume tuttavia oltre duecento anni di storia industriale, quella delle officine meccaniche Peugeot. Quale luogo migliore per ripercorrere questa grande avventura se non il museo storico Peugeot? La redazione di Leonardo.it ha fatto visita all’edificio inaugurato nel 1988 a “Peugeot City”, cioè Sochaux, località francese della Franca Contea, la regione dove la famiglia aprì il primo stabilimento. Parcheggiata la brillantissima 208 GTI compagna di questa trasferta, siamo entrati nella macchina del tempo.

Aventure Peugeot è l’associazione creata nel 1982 da Pierre Peugeot per mettere insieme il patrimonio storico costituito dai prodotti industriali della dinastia; sei anni più tardi questi sforzi si concretizzarono nel museo. Non solo automobili, proprio perché l’auto fu uno dei business più recenti. Tutto nacque nel 1810, quando i fratelli Jean-Pierre II e Jean-Frédéric Peugeot trasformarono il mulino ereditato dal padre in una fonderia per la lavorazione dell’acciaio, parallelamente all’attività di tessitura.

Fin dall’inizio l’attività dei Peugeot fu improntata alla massima precisione nelle lavorazioni meccaniche. Il macinacaffè del 1840 e la struttura leggera per la Crinolina (sottogonna rigida di moda in quegli anni) furono i prodotti che assicurarono i maggiori profitti. Nel 1857 nacque il famoso marchio del leone, commissionato ad un gioielliere.

Cambia la generazione. Nel 1882 Eugène e Armand Peugeot entrano nel nascente mercato della bicicletta, ottenendo un eccellente successo commerciale. Nell’ultimo decennio del XIX secolo si affaccia alla ribalta della tecnica l’automobile. Il rivoluzionario mezzo di trasporto sarà il pallino di Armand; in questo si scontrò col fratello il quale non credeva nell’auto, al punto da arrivare successivamente alla scissione dell’azienda. Armand stringe un accordo con Gottlieb Daimler, che fornirà i primi motori; dopo due prototipi nel 1891 entra in commercio la prima automobile Peugeot, la Type 3; di questo modello (che nel 1893 fu anche la prima automobile in assoluto a circolare in Italia) ne vennero venduti 64 esemplari.

Il pragmatismo industriale ha sempre costituito il carattere principale della dinastia Peugeot, come testimoniano le numerose partnership: da quella originaria Daimler, Michelin e Bugatti ne sono gli esempi più antichi. E lo stile della famiglia è evidente anche nel museo di Sochaux, come spiega nel video qui sotto il direttore Christophe Dupont.

Dopo la prima guerra mondiale e le forti commesse militari di quel periodo (dai motori d’aereo alle munizioni per artiglieria), gli anni ’20 vedono l’adozione della produzione in serie e la conseguente apertura della fabbrica di Sochaux. Nel 1929, con la produzione della 201 berlina, s’inaugura la tradizione dello “zero centrale”, un vero e proprio brevetto registrato per assegnare i nomi alle vetture. E’ del 1927 invece l’ingresso nel mondo delle corse: Peugeot partecipa alla Mille Miglia con una 172 R Torpedo Gran Sport. Da allora le competizioni hanno sempre contraddistinto la marca del leone; un’avventura nell’avventura, espressa dalla collezione del museo di Sochaux dedicata alle Peugeot da rally.

Negli anni ’30 le linee delle auto cominciano a tenere conto dell’aerodinamica. La 402 in versione coupé e berlina sportiva e l’Eclipse sono tra i modelli più all’avanguardia del decennio. In questo periodo prosegue anche lo sviluppo degli elettrodomestici, con la produzione di apparecchi radio e gli esperimenti con la lavastoviglie. Nel 1938 ci sono anche i primi approcci alla motorizzazione diesel.

Arriva il secondo conflitto mondiale e con esso l’occupazione nazista della Francia. Si dovrà attendere fino al 1949 per vedere un nuovo modello: è la 203, berlina molto ispirata allo stile americano, ma con la raffinata meccanica Peugeot. Nel 1955 comincia il lungo sodalizio con Pininfarina.

Arrivano gli anni ’70, in cui i successi commerciali degli anni precedenti vengono messi a dura prova da alcuni fattori che alla fine del decennio porteranno ad una grande crisi finanziaria: la crescente concorrenza delle auto giapponesi; l’acquisizione definitiva nel 1974 della Citroën dalla Michelin; la partecipazione nella Chrysler.

Per gli anni ’80 serviva un cambio radicale di strategia industriale. Diventava indispensabile catturare differenti tipologie di clientele. La risposta arriva nel 1983 con la produzione della 205, alla quale seguirà l’anno successivo la versione GTI. Il resto è cronaca.

Qui sotto potete ripercorrere rapidamente duecento anni di storia attraverso la nostra gallery.