Due giorni al museo storico dell’Aventure Peugeot per ripercorrere un passato glorioso e capire meglio il modo in cui il gruppo francese affronta le sfide di oggi e di domani. L’occasione è l’incontro “Peugeot & Friends 2014“, un appuntamento annuale che Peugeot Italia organizza per illustrare alla stampa, in un’atmosfera informale e accogliente, lo stato dell’arte dei progetti in cui il marchio del leone è impegnato.

Ma non si tratta solo della casa automobilistica. In questa visita ottobrina al museo di Sochaux ampio spazio è stato dedicato a due importanti partner storici, i cui prodotti sono da decenni ampiamente presenti nelle vetture Peugeot, a volte in evidenza, a volte invisibili ma fondamentali: Magneti Marelli e Alcantara. Tutto è racchiuso dai due secoli di attività dell’industria fondata da due fratelli col pallino dell’impresa, la cui opera è sintetizzata nel museo; ma tutto viene anche ricondotto alla produzione odierna di Peugeot, siano auto come la nuova 508 o moto come lo scooter Django. Infatti il tema dell’incontro aveva come titolo “Dalla prima all’ultima“.

A proposito della prima, è stato emozionante poter salire su alcuni pezzi storici e fare un giro per Sochaux; entrare nella Peugeot 601 del 1934 è come partire per un viaggio a bordo della macchina del tempo: il predellino, il tergicristallo a comando meccanico, la strumentazione spartana ma già elegante, la cambiata attraverso la doppietta, le portiere ad apertura controvento; un motore 2.200 da 60 cavalli, freni a tamburo. Un’altra epoca, un mondo diverso. Così come la 402 limousine costruita dal 1935 al 1941, oppure la 203 venduta in 700mila esemplari dal 1949 al 1960; o anche la 403 berlina prodotta dal 1955 al 1965, la prima Peugeot disegnata da Pininfarina e che superò il milione di vendite; per arrivare a tempi decisamente più recenti con la 404 berlina costruita dal 1960 al 1975. Emozioni d’altri tempi; una lezione dal vivo sull’evoluzione tecnologica.

Il legame tra Peugeot e l’Italia è sempre stato abbastanza stretto. Alcantara è una delle eccellenze del Made in Italy e collabora con la casa francese dagli anni ’80. L’azienda italiana maestra di stile ha voluto rendere omaggio allo stile che la Peugeot ha saputo infondere alle proprie vetture nel corso dei decenni, organizzando una piccola sfilata: abiti confezionati col tessuto Alcantara e che richiamano quattro vetture iconiche col marchio del leone. La Peugeot 403 cabrio rappresenta gli anni ’50; la 404 è testimone degli anni ’60, la 504 cabriolet rappresenta gli anni ’70 e la 205 è il marchio degli anni ’80.

Da un aspetto fondamentale in bella vista, lo stile, cioè il biglietto da visita di un’auto, ad un altro altrettanto strategico ma dall’impostazione completamente diversa: analogamente al rivestimento dei sedili, accompagna ogni momento della nostra vita nella vettura; tuttavia è ben nascosto, lavora in modo silenzioso e discreto. Si tratta dell’impianto elettrico e dei dispositivi elettronici nel loro insieme. Non è glamour, ma senza di esso la macchina diventa solo un costoso oggetto immobile. Anche qui l’Italia riveste un ruolo di primo piano. Magneti Marelli anima letteralmente le automobili (e non solo) da più di 90 anni, da quando nel 1919 Ercole Marelli fondò l’azienda a Sesto San Giovanni insieme alla Fiat. Dal magnete alla candela, dalla batteria al cruscotto, dai ponti radio e gli apparecchi radiofonici (le mitiche Radiomarelli) al televisore, dall’elettronica alla telematica, dal display a colori ai proiettori full Led, per arrivare al Kers: una costante ininterrotta ricerca verso l’evoluzione della “scintilla”. Era tale il livello tecnologico di Magneti Marelli che negli anni ’30 lavorò nei suoi laboratori anche un certo Enrico Fermi.

La collaborazione tra Magneti Marelli e Peugeot è lunga. Oggi tutta la generazione attuale delle vetture del leone ospita componentistica dell’azienda italiana: centraline, display touchscreen, cambio robotizzato, sistemi di telecomunicazione, cambi robotizzati, proiettori alogeni e full Led. Altrettanto lunga è la collaborazione nel mondo delle corse. E proprio il museo di Sochaux ospita in questi giorni alcune delle più veloci vetture da competizione, come la 905 che vinse nel 1992 e trionfò nel 1993 alla 24 ore di Le Mans (sono di Marelli le centraline di controllo motore) e la 908 che vinse nel 2009 (le unità di telemetria). Fanno bella mostra anche le Formula 1 motorizzate Peugeot: dalla McLaren pilotata nel 1994 da Mika Hakkinen alle Jordan dal 1995 al 1997, alle Prost Grand Prix di 1998 e 2000.

Dai 105 Km/h della 601 C del 1934 agli oltre 300 delle F1 o delle vetture coperte Le Mans: un’accelerazione imponente, l’evoluzione del tempo congelata e resa immortale negli affascinanti saloni del museo dell’Aventure Peugeot.