Il mondo dei motori si muove principalmente su grandi numeri e mercati globali. Ma anche le nicchie costituiscono importanti fonti di redditività per le aziende che sanno sfruttarle. Ad esempio, nel settore dei lubrificanti il mercato di massa è dominato dalle grandi compagnie petrolifere. Ma quando parliamo di veicoli, auto e moto, ad alte prestazioni o da corsa, la prospettiva cambia. Qui al primo posto si colloca la qualità del prodotto: più è alta, meglio consentirà alla vettura o alla moto di esprimere in gara tutto il suo potenziale. La Motul, multinazionale francese nata nel 1853, è un nome che non ha bisogno di presentazioni, soprattutto nel mondo racing. E’ un produttore indipendente e riesce a competere con i colossi del petrolio. Come? Grazie all’altissima qualità dei propri lubrificanti. Motul ha aperto una filiale in Italia nel 1994. La redazione di Leonardo.it ha incontrato in questi giorni a Verona il direttore generale, Marco Baraldi, in occasione dell’Automotive Dealer Day, concluso ieri.

Cosa distingue Motul dai suoi concorrenti?

“I nostri prodotti non si limitano a seguire le specifiche del costruttore, ma sono omologati. La differenza principale tra specifica e omologazione è che per quest’ultima s’intende un’approvazione da parte del costruttore del veicolo. Dichiarando una specifica invece, semplicemente il produttore del lubrificante indica che ha seguito le indicazioni del costruttore, ma non c’è una fase di test e di approvazione formale da parte di quest’ultimo. L’omologazione costa molto. Per essere omologati, si deve investire parecchio. Ecco la differenza tra Motul e altri attori, chiaramente non petroliferi. E’ ciò che consente alla Motul di avere pari dignità con i produttori più grandi, da un punto di vista qualitativo.

La Motul cerca anche di eccedere, di andare oltre le specifiche. Non a caso è stata una delle prime a lavorare sugli esteri, sviluppando poi la tecnologia proprietaria Ester Core e tutta la linea di lubrificanti sintetici, ad esempio il 300V. Ecco dove noi siamo diversi. Pur non avendo la taglia di un’industria petrolifera, noi omologhiamo regolarmente i nostri prodotti presso i costruttori. Non è una cosa di poco conto”.

Quanto influisce l’attuale crisi economica e come riuscite a rispondere a questi problemi?

“Non si può nascondere che ci troviamo nel classico declining market, incontrando difficoltà come gli altri attori del mercato. Se però noi stiamo tenendo a livello di volumi di vendita e stiamo crescendo nel settore delle quattro ruote, è perché riteniamo che il mantenere la barra di navigazione sulla qualità, sull’eccellenza del prodotto, sia sempre premiante. E’ vero, c’è una situazione di crisi generalizzata: non c’è liquidità; soffrono le aziende e i privati. In Italia il settore moto è in una situazione disastrosa non solo dal punto di vista dell’immatricolato, ma addirittura sull’utilizzo della motocicletta. Però non è un caso che invece nel settore delle quattro ruote, strumento che noi dobbiamo usare quotidianamente, insistendo come facciamo sull’alta qualità del prodotto, siamo premiati. Se per esempio ci rivolgiamo agli utenti delle auto medie o top di gamma, il nostro marchio continua a guadagnare nuovi clienti, aumentare le opportunità e quindi i volumi.

Io faccio fatica a pensare alla sola idea che Motul possa abbassare la qualità per tenere bassi i prezzi. Non è nel suo Dna. D’istinto questo non può succedere. La qualità ci premia. Ovviamente questo non basta. Motul ha una caratteristica importante: è molto vicina al cliente. Noi abbiamo in Italia una rete di distribuzione composta da circa 60 agenti che quotidianamente restano fisicamente vicini al cliente, e sui quali applichiamo costantemente tecniche di formazione. Tutto questo ci consente di mantenere volumi di vendita accettabili anche in un periodo come questo”.

Quali sono i vostri principali impegni nelle competizioni?

“Il motorsport è la matrice di Motul. Abbiamo una grande presenza nella MotoGP, poi Superbike, Bmx, Mondiale Motocross; con Suzuki siamo presenti nell’All star e dal 2014 anche nella MotoGP. Un evento molto importante quest’anno è la riapertura del circuito di Maggiora dopo tanti anni. Per il Gran Premio d’Italia di motocross, in programma il 15 e 16 giugno, Motul sarà presente massivamente come sponsor e con quattro team: Gariboldi e JK di Yamaha, Kawasaki e Suzuki. Nelle due ruote siamo poi presenti in tantissimi piccoli eventi. Nelle quattro ruote, purtroppo per noi la Formula 1 è un sogno impossibile. Però siamo presenti nella Superstar Series, GT Open, nell’endurance col team Pescarolo, la Ferrari di Mancini nel GT Sprint, McLaren, con la Nismo nel GT giapponese. E poi c’è Le Mans, che è la casa di Motul. Quest’anno abbiamo festeggiato i 60 anni di partnership. In Italia Motul sponsorizza la Amg Driving Academy della Mercedes”.