Il mondo delle corse, colmo di adrenalina, colore e passione, a volte svela il suo lato tragico, come è accaduto nel Regno Unito, dove Keir Millar è deceduto a soli 11 anni in seguito alle ferite riportate in un incidente. La notizia in un lampo ha fatto il giro del web, scatenando la consueta sequela di interrogativi.

Il pilota in questione, anche se in giovanissima età, era un piccolo campione, che nella passata stagione si è aggiudicato il campionato di Kart Ninja in terra britannica. Purtroppo però, gli è stata fatale una gara sul tracciato del Lochgelly Raceway.

Drammatica la dichiarazione rilasciata dai genitori: “a causa delle lesioni subite in un incidente durante il fine settimana Keir purtroppo è deceduto. Noi, come famiglia, chiediamo spazio e tempo per piangere in privato”. Parole forti, che sottolineano il momento di dolore che sta devastando la famiglia del piccolo driver.

Certo, è davvero triste assistere, ancora oggi, a tragedie del genere, e spesso ci si dimentica che le corse, per quanto affascinanti, presentano una certa dove di rischio, anche quando le velocità non sono eccessive e non si corre in una categoria di vertice come la formula 1.

Comunque, sono sempre di più i piloti che bruciano le tappe per scalare il più velocemente possibile le diverse categorie dell’automobilismo sportivo, e Max Verstappen, che quest’anno, con sole 17 primavere alle spalle, ha debuttato nella massima formula con la Toro Rosso, ne è l’esempio più eclatante.

La speranza è che notizie del genere non riecheggino più nella rete, e che la sicurezza consenta, almeno nelle categorie minori, di scongiurare anche il minimo imprevisto, ma sappiamo bene che per quanto calcolato e in percentuale limitata, il rischio è e rimarrà sempre una parte integrante delle competizioni.