I vecchi motori Ford sono pronti a una seconda vita: Ford ha sviluppato un innovativo processo di rigenerazione dei motori usati che permette loro di venire riutilizzati anziché essere destinati allo smaltimento. La tecnica è basata sull’applicazione termica, tramite spray al plasma, di un rivestimento che riporta le superfici dei blocchi dei cilindri alle condizioni di fabbrica, favorendo il riutilizzo dei materiali e risparmiando la metà delle emissioni di CO2 rispetto alla produzione di una nuova unità.

I motori sono sviluppati per sostenere importanti sollecitazioni per molti anni, e per essere operativi attraverso centinaia di migliaia di chilometri in ogni condizioni di utilizzo. In determinate condizioni, tuttavia, per esempio nelle applicazioni più estreme come quelle sportive, le unità possono essere soggette a rotture o a usura eccessiva che, tradizionalmente, comportano la sostituzione dell’intero blocco. Con la nuova tecnica sviluppata ad Aachen, l’interno del motore viene rigenerato e riportato a condizioni di fabbrica tramite l’applicazione di materiale che ne ricostruisce la superficie mentre normalmente la rigenerazione di un blocco motore ha costi elevati, richiede tempo, energia e prevede la sostituzione e una complessa lavorazione di molti componenti.

La strada verso l’efficienza, come sottolineato nel documento ‘Ford’s Blueprint for Sustainability’, passa anche attraverso la riduzione del peso dei veicoli, grazie a materiali ultraleggeri e ad alta resistenza. Di recente, il nuovo Ford F-150 è stato nominato Green Truck of the Year 2016 dal Green Car Journal. La nuova generazione del leggendario pick-up dell’Ovale Blu beneficia di uno chassis realizzato interamente in alluminio e di elementi in fibra Repreve, generata riciclando le bottiglie di plastica. Grazie all’utilizzo di questa fibra, Ford salva dalla discarica più di 5 milioni di bottiglie in un anno. In Europa, Ford applica la medesima filosofia a vetture come la B-MAX, la Fiesta, la Mondeo e la S-Max, a bordo delle quali utilizza componenti in materiali ultraleggeri, di resistenza superiore e ad alta sostenibilità.

Per ridurre ulteriormente la propria impronta ambientale globale, Ford studia l’utilizzo di materiali sostenibili in tutto il mondo. Uno dei progetti, condotto in collaborazione con Heinz, prevedere la creazione di componenti in bioplastica a partire dai sottoprodotti di scarto della lavorazione dei pomodori impiegati nella produzione di ketchup. Negli Stati Uniti, l’Ovale Blu sta portando avanti la ricerca sull’arbusto della guayula, sui soffioni e sulla canna da zucchero, che possono essere utilizzati per la produzione eco-compatibile di biogomma.