Ho già parlato la volta scorsa di come si sarebbe presentata l’edizione 2012 del Motor Show di Bologna e di quali cause hanno portato a questa situazione caratterizzata, per chi ancora non lo sapesse, da una ridotta presenza di case automobilistiche e da un numero di giorni di apertura concentrato in un solo week-end.

Giusto allora vedere i numeri ed i risultati alla fine della kermesse e capire se ci sono i presupposti per continuare a credere in questa manifestazione.

Innanzitutto partiamo dalle presenze e dai biglietti staccati che hanno superato i 400.000 paganti. Certo non siamo e non torneremo più ai numeri record degli anni passati quando si dovevano bloccare le biglietterie per il troppo pubblico o quando i treni facevano una fermata speciale per far scendere gli appassionati il più vicino possibile al Motor Show. Analizzandolo meglio, però, è un risultato sicuramente positivo vista l’aria di crisi del settore e le condizioni meteo con una fitta nevicata sabato 8 a scoraggiare gli entusiasmi.

Forse è stata trovata una chiave per ripensare ai saloni classici, tornando indietro verso le origini che hanno decretato il successo di Bologna, ovvero spettacolo e gare abbinandole non solo agli stand ma a delle aree test per far provare al pubblico le vetture. Viste le code sin dal primo giorno, queste sono state molto apprezzate e alcune erano davvero divertenti come quella della Fiat Panda 4×4 o della Suzuki insieme alla FIF o la multi–area Renault. La prova vettura è uno dei passaggi chiave per decidere un acquisto, non capisco infatti come si possa scegliere un’auto senza esserci salito sopra e averla guidata.

Molto originale anche l’iniziativa studiata da Mercedes che ha trasformato lo stand in una grande concessionaria dove avveniva una vera e propria trattativa con il cliente concentrandosi sulla nuova Classe A. Alla fine sono stati chiusi ben 65 contratti (tra nuovo e usato), davvero molti considerando che era la prima volta che si provava questa formula e che solitamente si va a Bologna per vedere le auto per poi recarsi in concessionaria in seguito. Sicuramente va ripetuta.

Passando allo spettacolo gran parte del merito va a due eventi capaci di richiamare sulle tribune il pubblico. Il primo è stata l’abituale esibizione della Ferrari con la vettura di Formula 1 e i meccanici impegnati in cambi gomme nei consueti tempi record.

L’altro è stato il Red Bull Speed Day (8 e 9 dicembre) dove piloti a due e quattro ruote sono entrati nella MotorSport Arena per una serie di esibizioni di grande emozione, a partire dal nove volte Campione del Mondo Rally Sebastian Loeb che ha davvero incantato con la sua Citroen DS3 WRC.

Il clou è stato raggiunto nelle due gare di Kart. In quella Pro si sfidavano tutti i testimonial  presenti (vittoria di Molina davanti a Ricciardo) ai quali si è aggiunto a sorpresa il progettista della Red Bull Racing di F1 Adrian Newey. L’altra era la Kart Fight per cercare un nuovo talento da lanciare nel mondo sportivo dove il tredicenne giapponese Sawada ha battuto il russo Rozhkov. In bocca al lupo ragazzi!

Insomma aver passato quasi indenne quest’anno è stato davvero importante per il Motor Show. Adesso inizia una fase di ripensamento e ricostruzione insieme a tutti gli operatori del settore, ma come detto gli assenti hanno sempre torto.