Che l’Emilia sia la terra dei motori è risaputo e proprio per questo la collocazione dell’unico salone dell’auto nazionale a Bologna è sembrata sin dalle origini ideale.
L’idea era tanto semplice quanto “pazza” ed era quella di unire due aspetti delle rassegne automobilistiche classiche, ovvero l’esposizione delle ultime novità negli stand a quella emozionante dello sport con gare ed esibizioni varie e, se ci aggiungiamo anche un po’ di belle ragazze, diventa un successo immediato che va avanti per ben 37 volte fino a quest’anno che rischia di essere ricordato come l’ultimo Show.

Le cause sono diverse e su tutte la crisi del mercato dell’auto che ha riportato il livello delle immatricolazioni a valori che non venivano registrati sin dal 1979.

Però la domanda, come si dice, nasce spontanea: ma se le vendite non vanno e la gente non entra nelle concessionarie perché rinunciare all’unico evento capace di attirare il pubblico appassionato all’auto?

Certo i costi per preparare e allestire uno stand sono altissimi e anche le nuove forme della comunicazione hanno pesantemente messo in discussione l’utilità stessa dei saloni come finora li abbiamo conosciuti. Quest’anno al Motor Show ci saranno solo 12 espositori : Abarth, Dacia, Fiat, Mercedes, Nissan, Opel, Renault, Seat, Skoda, Smart, Suzuki, Volkswagen: un lento e pesante stillicidio di assenze importanti.

Anche da parte dell’organizzazione però, qualche responsabilità a questo stato di cose, c’è; il prezzo del biglietto, ad esempio, i 18 euro (16 in prevendita) che in tempo di crisi non sono pochi visto che gran parte del pubblico è composto da ragazzi e da famiglie, ai quali poi vanno aggiunti i costi del parcheggio (12,5 euro in prevendita), dei trasferimenti e delle spese di una giornata fuori casa.

Insomma troppi errori che finiranno con lasciare l’Italia, l’unico paese produttore di auto senza un salone che all’estero invece funzionano ancora bene e con grande successo (vedi Ginevra, Parigi e Francoforte).
A far da contraltare alle assenze delle case però c’è un’iniziativa marchiata Red Bull che ha scelto proprio Bologna per i suoi Speed Day, una serie di gare ed esibizioni previste il giorno 8 e 9 dicembre che coinvolgono tutti i piloti sponsorizzati dalla bevanda energetica nelle varie discipline motoristiche.
È infatti assicurata la presenza di Sebastian Loeb, 9 volte Mondiale Rally, insieme alla Citroen DS3 WRC con cui ha corso, delle monoposto di Formula 1 Red Bull Racing e Scuderia Toro Rosso, della Toyota Nascar e dell’acrobata su due ruote Chris Pfeiffer, oltre a tanti altri. Tutto terminerà nel Kart Fight una gara internazionale tra 20 kartisti non professionisti e non tesserati per la ricerca di un nuovo talento.

Allora se va bene a chi ha vinto un mondiale di Formula Uno perché non va bene a chi vive e lavora sulle auto?
Per questo non vogliamo rinunciare alle prossime edizioni del Motor Show, non per abitudine ma per pura passione.