La MotoGP del 2016 non è certo una lotta due come quella del 2015, almeno non sembra, a giudicare dai risultati delle prime due gare, che hanno visto Lorenzo, il campione del mondo, già alle prese con una caduta che ne ha sporcato l’inizio eccellente.

Così, in questa situazione è tornato all’attacco e non poco Marc Marquez, vincitore in Argentina, dove ha fatto il vuoto alle sue spalle grazie ad una gara comandata con grande autorità. Adesso, si va in Texas, dove lo spagnolo ha sempre vinto, e questo potrebbe consentirgli di allungare in classifica.

Nello stesso tempo, Valentino Rossi, in difficoltà nel primo appuntamento, è tornato ad esprimersi sui massimi livelli quando le condizioni di pista sono diventate difficili, merito di una sensibilità non comune, allenata costantemente al ranch.

E le Ducati? Beh, le velocissime rosse di Borgo Panigale sono vittime di sé stesse, ovvero della situazione precaria dei due piloti ufficiali, stritolati psicologicamente da Stoner in veste di libero, e da un Lorenzo che potrebbe arrivare da un momento all’altro.

In tutto ciò la Suzuki è cresciuta molto, ma ancora deve compiere quel balzo che le consenta di raggiungere le altre moto di prima fascia, anche se, in alcuni casi, potrebbe lottare per il podio. Quindi, il mondiale sembra essere partito nel segno dell’incertezza, dovuto anche alla situazione gomme, che ancora non consente a tutti i protagonisti di guidare al 100%.

Vedremo cosa succederà già a partire dal prossimo gran premio, sia a livello di pneumatici che per quanto riguarda gli equilibri in pista, con un Marquez scatenato, un Valentino Rossi guardingo ed un Lorenzo ansioso di riprendersi la leadership mondiale ma distratto dalle sirene di mercato.

Comunque, la lotta in MotoGP sembra essere di nuovo tra quei tre, con una rivalità che va oltre la semplice sfida in pista, si gioca sul piano dei valori che sono stati traditi nel finale di stagione 2015.