Ormai il gran premio di Valencia di MotoGP è stato archiviato, il mondiale è finito, ma la cosa più triste è che un pilota come Valentino Rossi, colui che ha portato le moto nelle case di tutti gli italiani, il volto più noto del motociclismo, non è stato tutelato, anzi è stato relegato in un angolo, per la precisione la casella numero 26 dello schieramento, per un rimonta impossibile, proprio nella gara più importante della sua vita.

Eppure, si sarebbe potuto agire diversamente, cercando di evitare i comportamenti discutibili che hanno portato Valentino all’esasperazione, o quanto meno, facendo in modo che il finale non fosse così scontato come si è visto a Valencia.

Forse i 9 titoli mondiali di Valentino avrebbero meritato più rispetto, la sua dedizione totale al motociclismo anche, visto ha disputato 20 mondiali e che tra la prima e l’ultima vittoria sono trascorsi ben 19 anni e 12 giorni.

Dalla 125, il Dottore è passato alla 250, ovviamente portando a casa un mondiale in entrambe le categorie, poi la 500, la classe regina, che i piloti di oggi non hanno nemmeno visto da lontano, la scorbutica 2 tempi, che Valentino è riuscito a portare al successo, prima di intraprendere un incredibile filotto in MotoGP dal 2002 al 2005. Gli ultimi due titoli risalgono al 2008 ed al 2009, e ieri poteva arrivare il decimo, che avrebbe meritato quanto meno di giocarsi alla pari con Lorenzo, visto che è arrivato all’ultima gara con 7 punti di vantaggio.

Ma evidentemente, la mancanza di coraggio dei giudici di gara o la loro lucida follia, ha deciso che lo spettacolo doveva finire in maniera scontata, lasciando che altri piloti decidessero l’esito di un mondiale che Valentino aveva combattuto con le unghie e con i denti fino alla fine con tanta, forse troppa, grinta in Malesia.

Ecco, tutto questo ha sicuramente pesato nella testa del Dottore ieri, per cui è stato più che comprensibile che non avesse nessuna intenzione di presentarsi alla premiazione di fine anno, che, in via ufficiale, ha saltato per via di un malessere.