La gara di MotoGP di ieri, a Jerez, ci ha riconsegnato un Valentino Rossi in splendida forma, un campione nel pieno del suo vigore agonistico come non lo vedevamo da tempo. Così, ecco che abbiamo delle cifre da snocciolare per capire quanto sia forte e determinante il personaggio anche a 37 anni.

Era da tempo che il Dottore non conquistava pole position, giro più veloce in gara e vittoria finale, nella fattispecie da Misano 2009, questo gli ha consentito di ottenere la sua 62esima pole, appaiando Lorenzo, mentre Doohan è fermo a quota 58.

Con 4534 punti in bacheca dall’inizio della sua travolgente carriera, e 334 gare corse, la vittoria di ieri segna un trionfo dopo ben 19 anni e 250 giorni dal suo primo successo, un primato assoluto. Un record che la dice lunga sul fatto che sia ancora potenzialmente letale da un punto di vista agonistico.

Lui che è capace di battere ragazzini cresciuti con il suo mito appeso in camera, senza il biscottone del 2015 avrebbe avuto 10 titoli mondiali, anche se i 9 attuali sono comunque un bottino di tutto rispetto, ma la distanza dai 15 di Agostini resta difficilmente colmabile, così come quella relativa ai giri più veloci in gara, 117 per Agostini, 94 per Rossi.

Ma ci sono altri record alla sua portata, il primo è quello del pilota più “anziano” a vincere una gara della MotoGP, al momento appartenente a Bayliss, che vinse con la Ducati nel 2006, a Valencia, a 37 anni e 213 giorni.

Il secondo riguarda il numero dei gran premi vinti, con Agostini a quota 123, ed il Dottore che gravita a 10 distanze. Insomma, come se non bastassero gli stimoli per un pilota che ha saputo riscattarsi in casa di chi ha tramato alle sue spalle per sottrargli il decimo mondiale nel 2015, Rossi ha ancora tanti traguardi da raggiungere, magari già da questa stagione 2016 della MotoGP.