Il dodicesimo appuntamento con il Campionato Mondiale di MotoGP ribadisce un concetto, se mai ce ne fosse bisogno, e a sottoscriverlo a caratteri cubitali è proprio lui, Marc Marquez (foto: Twitter): il concetto è che si possono avanzare mille coraggiose e fantasiose congetture dopo un quarto posto (praticamente un podio stentato) ma la sostanza dei fatti è che Monster Marc è e rimane il dominatore assoluto di questo Motomondiale 2014 (QUI L’ORDINE D’ARRIVO). Torna dunque al livello che gli compete il “Marcziano”, quello della vetta del podio, delle ennesime vittorie, della guida “bestiale”. La nuda verità è che non se n’era mai andato. Anzi, ora che Lorenzo (così come Rossi) ha ritrovato un feeling pazzesco con la Yamaha M1, le vittorie hanno e avranno un sapore più dolce e importante poiché conquistate alla fine di combattimenti reali, di competizioni stellari, di sfide all’O.K. Corral. Lorenzo infatti c’ha messo dentro tutto l’orgoglio del campione per portarsi a casa la prima vittoria stagionale, guerreggiando in maniera furibonda fino quasi al fotofinish. Però la legge di Marquez è risultata ancora implacabile.

Silverstone dunque come dodicesima tappa stagionale quando ne mancano ancora sei alla fine comincia a dirla lunga (ma anche molto breve) sul mondiale. Innanzitutto dice che Marquez sta cavalcando verso l’orizzonte in sella a una gran moto, ma non è solo quella a stabilire la distanza con gli altri piloti, altrimenti anche Pedrosa, che ha vinto a Brno, dovrebbe vincere un po’ più spesso e invece oggi, come avviene non senza una certa frequenza, ha perso la pur entusiasmante querelle fatta di sorpassi e controsorpassi con Valentino Rossi, sempre un leone e sempre sorprendente anche in una pista notoriamente avversa (primo podio infatti per lui qui a Silverstone). Anche Andrea Dovizioso, dopo un altro weekend di qualifica impeccabile, riesce a rimanere alla grande in gara, riuscendo a restare in lotta per il podio. Un quinto posto come ottima conferma per pilota e moto, una sinergia italiana invidiabile, dopo lo strapotere delle giapponesi.

Gara che si è resa entusiasmante pure nelle retrovie con capovolgimenti di posizioni davvero coinvolgenti. Aleix Espargaro dopo il brillante weekend si porta a casa un sontuoso sesto posto, peccato per Iannone invece che scivola indietro negli ultimi giri di gara, con la moto spremuta fino alle bucce, riuscendo a tagliare il traguardo ottavo dopo Bradl.

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