Marc Marquez ha subito dettato legge nel primo giorno di prove libere del GP del Qatar, primo appuntamento stagionale. Il campione del mondo ha ultimato il suo miglior giro in 1’55”281, avvicinando il record del circuito di Casey Stoner. E il 22enne di Cervera è convinto che i tempi scenderanno ancora: “È sempre importante inizio il fine settimana col piede giusto – ha spiegato MM93 -. Ho avute le stesse sensazioni di quando siamo venuti qui per l’ultimo test pre-campionato, anche se oggi c’era meno grip in pista. Abbiamo provato alcune soluzioni che pensato per i test e hanno dato i risultati sperati. Cercheremo di continuare così, senza dimenticare che le condizioni della pista qui saranno migliori e di conseguenza i tempi scenderanno”. Pedrosa è a una manciata di millesimi da Marquez e poter stare davanti alle Honda, al momento, appare molto difficile.

MotoGP Qatar 2015, Rossi preoccupato

Lo sanno bene Valentino Rossi e Jorge Lorenzo che attendono di fare un ulteriore passo in avanti con le proprie Yamaha M1: “Questa prima sera ci ha dato una buona notizia e una cattiva - ha detto il Dottore alla Gazzetta dello Sport -. La buona è che Jorge ha messo in mostra un buon pas­so, è stato veloce e quindi vuol dire che anche noi possiamo ar­rivare là davanti. La cattiva è che le Honda hanno fatto la differen­za. La loro supremazia preoccupa”.  Il cambio seam­less sembra non bastare perchè il gap è anche a livello di motore che “non è tanto veloce in generale - ammette il Dottore -. Su questa pista, poi, soffria­mo sempre in rettilineo dove perdiamo più di 10 km/h di velocità massima, probabilmente usciamo troppo lenti dall’ultima curva”.

MotoGP Qatar 2015, Lorenzo fiducioso

Rossi lamenta poi un problema di gomme sulla pista del Qatar: “Sono più morbide rispetto a quelle di un anno fa, mi trovavo molto bene, ma il problema non è solo di trazio­ne, mi manca anche molta ade­renza in entrata e nelle curve a destra sono molto in difficol­tà”.  Più ottimista Lorenzo secondo il quale “la Yamaha non è molto competitiva” ma i margini di miglioramento ci sono senza dimenticare che “non abbiamo co­minciato male: un anno fa qui ero l’ultimo delle Yamaha, adesso sono il primo. È un bel cambiamento”.