Domenica 23 marzo 2014, durante il giorno della prima gara stagionale in Qatar, Andrea Dovizioso festeggerá il suo 28esimo compleanno. Un traguardo, per il pilota forlivese, che arriva all’inizio della stagione della riscossa per Ducati. Dopo un anno di difficoltà con la squadra di Borgo Panigale, “Dovi” ha impressionato nei test pre-stagionali e sogna di conquistare il primo podio con la D16 proprio sotto il cielo stellato di Losail. L’arrivo di Dall’Igna sta portando i primi frutti e sebbene le novità regolamentari siano venute incontro a Ducati, non c’è dubbio che le ambizioni del team italiano e dei piloti siano decisamente più alte rispetto allo scorso anno.E per ora, i riflettori sono tutti puntati su Dovizioso che sta dando regolarmente paga al suo compagno di squadra Cal Crutchlow, ancora troppo irruento e non a suo agio con la moto.

Alla prima stagionale in Qatar, dopo la quarta posizione dopo le tre sessioni di prove libere, il pilota di Forlimpopoli ha migliorato ulteriormente il proprio tempo fino ad ottenere un crono di 1’54.644 nel turno decisivo di qualifica (QUI IL REPORT), sfiorando la prima fila: “Sono molto contento del tempo che ho ottenuto, è la conferma che siamo riusciti a migliorare significativamente, come avevamo già dimostrato negli ultimi test - ha detto Dovizioso -. Siamo più veloci rispetto all’anno scorso e anche come passo siamo più vicini agli altri. La gara sarà molto dura: cercherò di partire bene dalla seconda fila ma sicuramente dovremo stringere i denti per 22 giri. 

Dal via di Losail scatterà ancora una volta in seconda fila, ancora una volta dal quarto posto come avvenuto lo scorso anno, giorno dell’esordio ufficiale con la Ducati. La gara del 2013, però, fu tutta in salita e il rider emiliano non andò oltre il settimo posto a 24 secondi dalla lepre Lorenzo. Solo l’inizio di un lungo “calvario” iniziato da Valentino Rossi nei due anni precedenti. Mel 2014 però la musica potrebbe essere diversa e la consapevolezza nel pilota c’è tutta: “A differenza dello scorso anno, potremo giocarci delle buone posizioni”. Il podio non è più un miraggio nel deserto qatariota.

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