La prima gara della MotoGP 2014 si chiude nel segno di un fenomenale Marc Marquez, unico pilota in grado di precedere sul traguardo uno scatenato Valentino Rossi. E pensare che, dopo la pole nelle qualifiche (QUI IL REPORT), la partenza del campione del mondo non era stata delle migliori. Completa il podio Dani Pedrosa, mai nella bagarre per la vittoria.

Marquez, unico pilota a montare la gomma hard al posteriore, scatta malissimo e viene risucchiato al quinto posto. In testa si fionda, come usa solitamente fare, un Jorge Lorenzo scatenato che precede Smith. Il maiorchino, però, dura soltanto poche curve e viene condannato da una pinzata all’anteriore che rovina una fuga quasi certa. La sua stessa fine la fa Iannone, che aveva appena passato Dovizioso, e il comando della gara lo prende la sopresa Bradl, marcato stretto da Bautista, Smith, Marquez e un Rossi in vena di ‘remuntada’. La gara si fa emozionante: i primi sei piloti sono tutti in pochissimi decimi, la MotoGP sembra la SBK prima che Bradl si erga a ennesima vittima designata dell’asfalto tremendo di Losail.

A ringraziare è soprattutto il Dottore, partito dalla decima casella, che risale inesorabile infilando il campione del mondo: VR46 sembra poter resistere a Marquez, che tiene i denti stretti per il dolore al femore recentemente rotto, ma a otto tornate dalla fine il 20enne di Cervera vola in testa per l’allungo che pare decisivo. Pare, perchè Rossi non molla mai e negli ultimi due giri ne esce uno storico duello mentre dietro scivolano anche Bautista e Smith. Marquez, però, è imprendibile e conquista una vittoria meritatissima.

A seguire, Aleix Espargaro, con la Yamaha Open, il primo della nuova classe che puntava alla vittoria fino a sabato mattina. Dietro di lui le Ducati di Dovizioso, che sognava il podio, e Crutchlow giunto sul traguardo ormai senza benzina. La casa di Borgo Panigale deve ancora migliorare parecchio sul passo gara ma il distacco del Dovi è dimezzato rispetto allo scorso anno. Un dato incoraggiante. Più di un dato, invece, incoraggia Rossi, secondo come l’anno scorso ma aggressivo e deciso come ai tempi d’oro. La Yamaha c’è, il Dottore pure e sembra potersi giocare le sue carte per il Mondiale. Insieme, ovviamente, a Lorenzo e (forse) a Pedrosa. Ammesso che il cannibale Marquez decida di lasciare qualcosa ai suoi rivali. Ad Austin, quando ormai l’infortunio di MM93 sarà samltito, ne sapremo di più.

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