All’appello dei grandi eventi sportivi della stagione mancava solo la MotoGP (foto by infophoto) e gli appassionati stavano sicuramente andando in crisi d’astinenza. Dopo la Formula 1 e la SBK con il Gran Premio del Qatar (qui orari e programmazione Tv) praticamente tutte le principali categorie del mondo dei motori a due e quattro ruote hanno acceso i motori e si inizia a fare davvero sul serio.

I motori si accendono ufficialmente domenica sera, a Losail dove si corre di notte su una pista resa più infida dalla luce artificiale, e molte sono novità le tra piloti, innovazioni tecniche e regolamentari in attesa di quelle più corpose che arriveranno per l’edizione 2014.

Gli occhi degli appassionati italiani, ma non solo, sono inevitabilmente puntati su Valentino Rossi e su cosa sarà in grado di fare con il ritorno a casa, dalla Yamaha. Le prime sensazioni sono buone e “il dottore” punta in alto forte, della sua esperienza e anche della voglia di rivincita che certamente cova. E’il più vecchio tra i pretendenti con i suoi 34 anni e 216 Gp disputati. Gli manca da troppo tempo la vittoria (79 il bottino finora raccolto) e questo sarà il primo obiettivo della stagione. 910 giorni senza salire sul gradino più alto del podio sono un’eternità per un pilota come lui; l’ultimo centro è quello della Malesia 2010 poi solo umilianti lotte nelle retrovie e liti con la Ducati.

Si troverà di fronte il terribile trio spagnolo composto dal Campione del Mondo in carica Jorge Lorenzo con la stessa moto e le due Honda ufficiali, quella di Dani Pedrosa che si presenta con tanta voglia di rivincita e quella del debuttante Marc Marquez (fresco di titolo della Moto2), subito velocissimo e senza alcun timore riverenziale.

Sarà sicuramente un bella stagione e lunghissima con 18 appuntamenti, combattuta ad ogni gara; niente è scontato e per il titolo i bookmaker limitano la lotta tra i due caposquadra con Pedrosa leggermente favorito su Lorenzo, poco più indietro Rossi e Marquez.

Tolti i “Fantastici Quattro” per gli altri solo possibilità di arrivare a podio. Lo schieramento vede poco più di 20 moto iscritte, ma tolte le due Honda “satellite” (così chiamano le moto vendute ai team privati) di Bradl e Bautista, la Yamaha di Crutchlow e le due Ducati ufficiali, non resta praticamente altro da vedere.

Proprio dalla casa italiana si aspetta un moto d’orgoglio dopo la fine non certo felice sul piano dell’immagine e facile su quello dei rapporti con Valentino con le dichiarazioni polemiche che ne sono seguite. L’ingresso nella proprietà della casa automobilistica Audi ha portato molte speranze e conoscendo i tedeschi che sono abituati a vincere, non semplicemente a partecipare. Basta vedere, tra le quattro ruote, cosa hanno realizzato negli anni alla 24 ore di Le Mans e quali innovazioni tecniche hanno portato. Andrea Dovizioso sarà il pilota di punta e per lui è sicuramente l’occasione della vita e di dimostrare le sue qualità di pilota e quello che saprà apportare come sviluppatore della moto; sarà affiancato dall’esperto e valido Nicky Hayden.

Il resto dei partenti giocano in serie B, con le CRT che usano motori derivati dalle serie, ma molto lontani per competitività e tempi sul giro; sperano in una nuova centralina elettronica ed una nuova gomma per avvicinarsi alle MotoGP che contano.

A livello regolamentare ci saranno le nuove qualifiche con un meccanismo piuttosto complesso che limita a soli 15 minuti la lotta tra i migliori 10 delle libere, più altri due ripescati. Ci abitueremo anche a questo. Arrivano anche le penalizzazioni a punti per le infrazioni.

Mancherà e molto, un campione come Casey Stoner che si è ritirato e si gode il tempo libero correndo in Australia con le auto del Super V8. Ma a quanto pare lo hanno, ingiustamente, già dimenticato tutti.