Marc Marquez viene in Italia e domina anche il Gran Premio d’Italia. Difficile trovare aggettivi per questo giovane spagnolo che corre verso l’infinito e sembra non volersi fermare più. Cos’altro si può dire di quest’autentico fenomeno in grado di vincere sei gare consecutive dopo altrettante consecutive pole? Marquez entra nel gotha del motociclismo, è già tra i grandissimi e i numeri, addirittura, lo offendono, poiché la sua è passione, volontà, talento purissimo di questo sport.

Solo un grande come Marquez in effetti può permettersi il lusso di arrivare al Mugello e mangiare in testa a Lorenzo (un campione del mondo, e che campione) che ha comunque ingaggiato una guerra all’ultima curva col connazionale, e alla leggenda Valentino Rossi, a casa sua, dove il Dottore ha trionfato spesso e volentieri, e dove festeggiava le sue 300 gare nel Motomondiale. Il problema è che ci fossero in pista Doohan, Schwanz, Agostini e chi volete voi, Monster Marc non guarda in faccia nessuno. Lui è un predestinato, vuole vincere perché la vittoria per i nati col numero 1 inscritto nella catena genetica, come disse qualcuno, è l’unica cosa che conta.

Si tratta comunque a questo giro di un trionfo sudato, e dunque dal sapore ancora più dolce. Sì, perché da quando Marquez ha cominciato ad avvicinare un Lorenzo scatenatissimo e in cerca di riscossa dopo un brutto esordio in questo Motomondiale, e al 16° giro a 7 dalla fine della gara a sverniciare il maiorchino sulla linea del traguardo, la corsa si è trasformata in un vero e proprio thriller, ma di quelli adrenalinici, da brividi nella schiena perché i due iberici hanno cominciato a darsela di santa ragione a suon di sorpassi, controsorpassi e sportellate. Difficoltà a livello di grip per il primo pilota della Honda HRC, soprattutto alla Bucine e alla San Donato, ma che sverniciate sul rettilineo del traguardo!

Rossi arriva terzo, non male dopo una bella rimonta consumata in pochi giri considerando che aveva passo per stare coi due titani là davanti, però ad ogni inquadratura è come se si riuscisse a leggergli il pensiero, un pensiero che non è certo difficile immaginare per uno che non vuole arrivare secondo neppure alla cassa del supermercato. Eppure va così. Deve accontentarsi di guardare da dietro lo spettacolo là davanti. Pazienza. E pazienza anche per gli altri due italiani Dovizioso e Iannone (quest’ultimo che riesce a meravigliare in qualifica ma che poi si rende conto che la musica da gara è altra roba), rispettivamente sesto e settimo, non ancora pronti per la scalata dell’Olimpo del motociclismo.

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