Le prime quattro gare della MotoGP hanno emesso un chiaro verdetto per Valentino Rossi: escluso il primo strepitoso podio in rimonta in Qatar, il Dottore è tagliato fuori dalla lotta mondiale dopo le ultime deludente apparizioni. Al sesto posto di Austin, tallonato dalla Ducati suo vecchio fantasma, ha collezionato altre due opache gare a Jerez e Le Mans.

E pensare che i GP di Spagna, Francia e quello di domenica al Mugello, erano ritenuti decisivi per la lotta al titolo dallo stesso VR46, fiducioso di fare risultato su piste particolarmente favorevoli alle sue doti di guida e alla Yamaha. Ma la classifica parla chiaro: quinto posto con 47 punti, poco più della metà del leader Pedrosa, seguito da Marquez.

Oltre alle temute Honda, Rossi insegue la M1 ufficiale di Jorge Lorenzo, messo dietro solo nelle libere di Le Mans, e quella satellite di Crutchlow. Il Mugello rappresenta già l’ultima spiaggia per il nove volte iridato che in una recente intervista al Corriere dello Sport ha allontanato il gradino più alto del podio: “Non andrò al Mugello con l’obiettivo di vincere. So che in condizioni di asciutto non sono ancora abbastanza veloce per puntare alla vittoria”.

Il fuoriclasse è in fase di luna calante. I colpi ci sono sempre, lo ha dimostrato a Losail, ma i rivali sono più forti rispetto a un tempo, le Honda notevolmente più veloci e il riadattamento alla Yamaha dopo due anni di Ducati non è ancora compiuto. Fattori che portano il pesarese a dover accettare una realtà diversa. E ne sembra consapevole.

“Dopo due anni così forse ho bisogno di più tempo per andare forte. Dobbiamo lavorare ancora molto, la Honda accelera di più. Vorrei si facesse qualcosa per risolvere questo problema e che arrivi un nuovo cambio”. Chissà se anche con tutte le condizioni favorevoli Rossi sarebbe in grado di vincere. Certo è che se crede ancora nel Mondiale al Mugello passa l’ultimo treno. Altrimenti per il Dottore quella del 2013 rischia di essere solo una stagione da comprimario di lusso o da outsider.