UPDATE  Il regolamento della MotoGP afferma che una squadra ha 60 minuti di tempo per presentare un ricorso. Non avendolo fatto a tempo debito Yamaha non può presentarlo successivamente. La polemica serviva solo a innervosire Marquez?

Il GP del Giappone si annuncia incandescente. Dopo il pasticcio di Phillip Island che ha riaperto il Mondiale nel modo più rocambolesco possibile, l’appuntamento di Motegi promette altri colpi di scena. Dopo le dichiarazioni concilianti di  Jorge Lorenzo sull’uscita dalla pitlane di Marc Marquez in Australia (che ha provocato un vigoroso contatto tra i due), il maiorchino ha improvvisamente cambiato rotta chiedendo alla Direzione Gara di valutare la manovra.

“Ho rivisto le immagini insieme ai miei tecnici, Massimo Meregalli e Wilco Zeelenberg che mi hanno fatto notare il suo ingresso in pista – ha detto Lorenzo in conferenza stampa -. Sia io che Pedrosa andavamo veloci in quel punto ma Marc avrebbe dovuto darci la precedenza. E’ stata chiaramente colpa sua. Serve un punto di penalità sulla licenza, perciò abbiamo presentato ricorso alla direzione gara. Un ammonimento mi sembra necessario”.

Lorenzo si conferma un abile “psicologo” ma Marquez pare non cadere nella provocazione e manda un bel messaggio alla squadra: “Non c’è nulla da temere perchè anche in Australia mi sentivo benissimo sulla moto. Qui è un circuito con tanti punti di frenata e sarà una bella gara. La bandiera nera di Phillip Island? Le motivazioni del team sono altissime. Tutti possono sbagliare quindi non c’è nessun problema, adesso siamo ancora più forti”.

Se la Direzione gara dovesse dare un’altra penalità a Marquez, il rookie HRC partirebbe dal fondo dello schieramento in Giappone viste le tre penalità già incassate (alla quarta scatta la partenza dal fondo, ndr). Per Lorenzo sarebbe un vantaggio notevole e anche con un’eventuale rimonta Marquez difficilmente arriverebbe al podio. Punti che terrebbero apertissimo il Mondiale fino a Valencia. Quando c’è un titolo in ballo si ricorre a tutti i mezzi possibili.

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook