I test del MotoGP hanno visto Lorenzo protagonista assoluto, sempre in vetta, tranne che nel giorno 2, in cui ha ceduto lo scettro di pilota più veloce a Danilo Petrucci, il maiorchino ha dimostrato un affiatamento invidiabile con le nuove gomme Michelin.

Così, il fatto che sia stato l’unico nel terzo giorno di prove collettive a scendere sotto il muro dei 2 minuti, con un tempo di 1’59”580 non è una notizia che sorprende, ma la dice lunga sulla competitività del campione del mondo, che rimane un punto di riferimento per gli avversari.

In particolare per Valentino Rossi, in costante miglioramento, che avanza a grandi passi verso la vetta della classifica dei tempi dei test malesi, ma che ha dovuto accontentarsi di guardare Lorenzo a quasi 1 secondo di distanza.

Certo, il fenomeno di Tavullia è cresciuto molto dal primo giorno di test a Sepang, ha affinato la sua Yamaha rendendola più incline alle sue doti di guida ed ha migliorato nettamente il feeling con le gomme Michelin, ma gli manca ancora quel guizzo che gli possa consentire di partire ad armi pari con Lorenzo per il campionato.

C’è ancora tempo, ci sono altre prove da fare, ma per il momento le Yamaha sembrano essere le moto più in forma, quelle che meglio di tutte hanno accolto la nuova elettronica e le nuove coperture francesi. Chiaramente, il fatto che la M1 fosse la moto più equilibrata del lotto, ha sicuramente aiutato gli uomini del Costruttore nipponico nella messa a punto della loro 2 ruote.

Ancora lontane le Honda, con Marquez che gravita ben oltre 1 secondo da Lorenzo e Pedrosa che è rimasto distante 1,5 secondi dal campione del mondo in carica. Persino Stoner, che sta riprendendo confidenza con la MotoGP è stato più veloce di Pedrosa, a testimonianza che la Ducati è cresciuta e sta facendo passi da gigante.

Al momento è presto per fare delle previsioni che abbiano una veridicità assoluta, ma se il campionato iniziasse adesso la lotta sarebbe ancora tra Lorenzo e Valentino.