L’avevano detto un po’ tutti, persino Marquez si era sbilanciato nelle ultime dichiarazioni, e così adesso manca solo l’annuncio ufficiale per fare di Lorenzo un pilota Ducati a tutti gli effetti per le prossime due stagioni. Il maiorchino ha scelto la rossa di Borgo Panigale, apparsa in netta ripresa in queste prime tre gare, dove è sempre arrivata nelle posizioni che contano.

Quindi, dopo 3 mondiali e 41 vittorie in Yamaha, per Lorenzo è ora di cambiare aria, visto che la situazione nel box della Casa giapponese è diventata insostenibile dal finale dello scorso campionato. Saranno 25 i milioni di euro che l’attuale campione del mondo andrà a guadagnare con quest’esperienza, dove vuole fare meglio di Valentino Rossi.

Certo, oggi la situazione è diversa da quella trovata dal fenomeno di Tavullia, ma a Lorenzo sarà sufficiente vincere una gara per poter dire di aver fatto meglio del suo acerrimo rivale. Chiaramente, la situazione accenderà ancora di più la rivalità all’interno del box Ducati, dove l’atmosfera non appare idilliaca in seguito all’incidente argentino.

Quindi, si libera un posto alla Yamaha, che potrebbe essere occupato da Vinales se la Suzuki lo lascerà andare, e cambiano gli equilibri in MotoGP, e magicamente si parla già della prossima stagione, come se questa, con l’incertezza delle gomme ed un equilibrio in pista interessante, non fosse per la prova magistrale di Marquez ad Austin, fosse già stata archiviata, decisa e metabolizzata.

In attesa della comunicazione ufficiale della Ducati, tornano alla mente le parole di Valentino, che affermò solo qualche giorno fa che ci vogliono gli attributi per passare in Ducati. Beh, Lorenzo con la sua scelta ha dato una risposta, e i tifosi sognano un dopo Stoner, ma bisognerà vedere come sarà la moto il prossimo anno per capire se potrà lottare per il mondiale sin da subito.

Nel frattempo, bisognerà capire se, giocando a carte scoperte, la Yamaha continuerà a trattare i suoi piloti alla pari, o se Valentino sarà appoggiato maggiormente in questo 2016 dall’esito incerto.