Non è semplice affrontare l’inizio di una nuova settimana in Casa Ducati, la squadra di Borgo Panigale, costantemente sotto pressione da parte della proprietà teutonica, deve produrre risultati, e il disastro della gara di ieri non giova agli equilibri interni.

Certo, Iannone, da pilota arrembante qual è, ha provato ad ottenere il massimo dal gran premio della MotoGP d’Argentina, ovvero il secondo posto, ma alla fine ha steso Dovizioso, il suo compagno di squadra, lasciando campo libero a Valentino Rossi, ormai fuori dai giochi per il podio.

Volendo, avrebbe potuto accontentarsi di un terzo posto alle spalle di Dovizioso, ma con le voci di un possibile arrivo di Lorenzo, e con uno scalpitante Stoner nel box, battere il proprio compagno di squadra è diventata una priorità.

Morale, adesso che la moto è nettamente migliorata, la Ducati è alle prese con altri problemi, di natura psicologica, dovuti alla situazione precaria dei suoi due piloti. Il fatto di aver ingaggiato Stoner, se da una parte ha accelerato lo sviluppo della moto, dall’altra ha creato inquietudine, uno stato d’animo accentuato sulle voci di mercato che riguardano Lorenzo.

Dunque, come uscirne? Difficile limitarsi a dire di mantenere la calma, in uno sport dove si è costantemente sotto pressione ed in equilibrio precario, sapere che il futuro contrattuale è incerto già dalle prime gare della stagione destabilizza l’ambiente, accresce il nervosismo tra i piloti e ne accentua la competitività interna.

Così, la situazione sembra essere sfuggita di mano agli uomini Ducati, e se Iannone è stato troppo irruento, non gli si può rimproverare di avere un’indole da grande combattente, anche se a farne le spese è stato Dovizioso, che, magari, in un’altra situazione, con maggior calma nel box, forse non avrebbe subito un attacco all’ultima curva. Comunque, alla fine, Iannone si è pentito del suo eccesso d’agonismo, che gli ha comportato anche un arretramento di 3 posizioni nella griglia di partenza del prossimo gran premio della MotoGP.