La vittoria di Marc Marquez nel gran premio d’Indianapolis del MotoGP non è servita solamente a rimettere in gioco lo spagnolo nella corsa alla vittoria finale di un campionato fino ad ora dominato delle 2 Yamaha di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. È stato un autentico riscatto per la Honda dopo la 8 ore di Suzuka.

Si d’accordo, la gara di durata in questione è un’altra cosa rispetto alla MotoGP dove corrono i prototipi, ma la Casa Alata, dopo la caduta di Stoner ha visto la Yamaha vincere nella classica di durata, una cosa che non accadeva dal 1996 e non poteva averla davanti anche nella gara della massima serie.

Ma le spiegazioni tecniche relative ad un semplice, quanto paradossale, cambiamento di telaio, non possono bastare a spiegare la superiorità di Marquez nella gara americana, e nemmeno il feeling dello spagnolo con questo circuito particolare.

La verità è che la Honda ha lavorato molto per recuperare il gap dalla rivale giapponese, e non può essersi limitata ad una semplice sostituzione del telaio, ci sono voluti interventi mirati al motore: ma se l’evoluzione del propulsore è vietata, allora i tecnici Honda hanno pensato bene di alzare il numero di giri disponibili, rischiando sul fronte dell’affidabilità.

Non si spiegherebbero altrimenti le velocità delle moto alate in uscita di curva e la facilità con cui riuscivano a fare la differenza in rettilineo. Per poco, anche Pedrosa non riusciva beffare Valentino, ma era chiaro che la progressione delle Honda era un qualcosa di diverso rispetto a quella della Yamaha.

Quindi, la Honda ha deciso di rischiare, anche a scapito dell’affidabilità, ed il risultato si è visto, considerato che Marquez gravita ora a 56 punti da Rossi: un’enormità per un altro pilota, un gruzzolo di punti per il fenomeno spagnolo, che sembra essere tornato il cannibale inarrestabile delle scorse stagioni.

Certo, la stagione è ancora lunga, e Valentino nella gara d’Indianapolis ha limitato i danni, ma con una Honda così, alla Yamaha dovranno inventarsi qualcosa, e alla svelta, se vorranno mantenere la leadership.