I test di Sepang sono iniziati con tanti interrogativi, ma sono terminati con molte certezze, e questo delinea un quadro abbastanza chiaro sulla situazione attuale in MotoGP. Certo, ci sono ancora delle prove collettive da fare assolutamente, ma saranno sufficienti per far recuperare terreno alle squadre in difficoltà?

Al momento, il team che ha più lavoro da fare è quello HRC, con Marquez e Pedrosa in ritardo mostruoso da Lorenzo, addirittura fino ad 1 secondo e mezzo: troppo per sperare di affrontare in maiorchino in gara senza accumulare distacchi importanti giro dopo giro.

Lo stesso Valentino vanta un passo importante, magari non all’altezza di Lorenzo, ma comunque superiore di mezzo secondo alle Honda e questo dovrebbe regalargli una certa tranquillità, consentendogli di concentrarsi esclusivamente sul suo compagno di squadra.

Persino le Ducati sembrano aver svolto i compiti per il 2016 meglio della Honda, con Stoner tornato in gran forma e la moto che è cresciuta bene con le nuove gomme e l’elettronica differente. Quindi, ci sarà molto da fare per i tecnici giapponesi, visto che devono trovare, e alla svelta, il bandolo della matassa.

Infatti, le Honda hanno un motore molto potente, probabilmente il più potente del lotto e questo era già evidente a fine 2015, quando sui lunghi rettilinei Pedrosa e Marquez sverniciavano la concorrenza, ma come recitava un celebre spot, “la potenza è nulla senza controllo”. Per cui è necessario trovare il modo per metterla giù al meglio, senza creare difficoltà ai piloti.

Soprattutto Marquez, con il suo stile di guida senza compromessi, diciamo un po’ spigoloso, potrebbe avere difficoltà ad ottenere prestazioni importanti a mano a mano che le gomme si usurano e le tante cadute dell’anno scorso hanno evidenziato la necessità per il campione spagnolo di avere una moto a puntino.

Vedremo come si evolverà la situazione che, per ora, vede le Yamaha di Lorenzo e Rossi, ancora al vertice della MotoGP.