Forse qualcuno potrebbe pensare che la macchina da punti denominata Marc Marquez questa volta si ferma, ragiona, analizza e attua una strategia conservativa durante le prove in vista della gara di Indianapolis, la decima del Motomondiale 2014. A giudicare dal casco di Captain America indossato durante il weekend di qualifica e la pole position conquistata con un tempo supersonico (QUI LA GRIGLIA DI PARTENZA), sembrerebbe proprio di no. E anche se Monster Marc è ormai lanciatissimo alla conquista del suo secondo titolo mondiale in Moto GP, non avrebbe senso fermarsi a riflettere guardando gli avversari, ora che sta polverizzando qualsiasi record. Non ha senso e soprattutto non è nel suo DNA ragionare e attuare strategie, quindi scordiamocelo.

Se Marquez dunque non fa quasi più notizia, il gran tempo di Andrea Dovizioso (foto: Facebook) la fa eccome. Già perché se agli occhi dei più maliziosi o, per meglio dire, maligni, paiono facili le imprese di Marquez, soprattutto in qualifica, soprattutto con quella Honda, la Ducati di Dovi risulta davvero al di sopra di ogni sospetto e durante il Q2 delle qualifiche sul tracciato statunitense il capolavoro lo fa lui mettendosi in scia proprio a Marquez lanciatissimo a migliorare il suo tempo. Un missile davanti, certo, ma anche una bussola, un punto di riferimento, una stella (e strisce) polare per un 10 agosto spaziale. Ed ecco che spunta un grande giro per Dovizioso e un secondo posto in griglia.

A completare la prima fila un Jorge Lorenzo agguerrito ma perplesso, luchador ma consapevole che quell’altro spagnolo là davanti ne ha oggettivamente di più. Ci sono poi altri spagnoli che generano stupore in Usa per come hanno affrontato tutto il weekend di qualifica per la loro fratellanza solidale, quasi complice al di là dei colori di scuderia, sono Pol e Aleix Espargaro, rispettivamente quarto e sesto in griglia e in mezzo al sandwich iberico un Valentino Rossi piccantissimo e tenace come una maionese al solito un po’ pazza che però non scade mai. Settimo piazzamento per l’altro italiano Andrea Iannone e assolutamente fuori giri Dani Pedrosa, soltanto nono, l’unico spagnolo che in qualifica delude l’America delle due ruote.

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