Per qualche giro a Indianapolis Jorge Lorenzo ha dato l’impressione di potercela fare e di cambiare un destino che pareva già scritto. Ma all’11esimo passaggio il Prescelto Marc Marquez decide che è ora di andare a firmare l’ennesima pagina di storia e di conquistare il terzo successo negli USA su altrettanti appuntamenti. Con il sorpasso da manuale alla Yamaha numero 99 mette a referto un altro 25 in classifica rafforzando il primato e volando sempre più alto verso un titolo mondiale che si avvicina GP dopo GP.

Guai a sottovalutare il campione del mondo che dimostra di avere smaltito l’infortunio e di tenere botta almeno fino a quando le sue condizioni e la sua Yamaha glielo permettono. Dani Pedrosa lo scavalca ma il maiorchino conferma di essere una spanna sopra a Valentino Rossi e un brutto cliente fino a quando la matematica non lo condannerà. Lo stesso vale per il veterano catalano che però difficilmente riuscirà a ritrovare l’ancora convalescente numero uno di casa Honda.

Il finale nel ‘catino’ dell’Indiana è palpitante. Il Dottore, misteriosamente, si sveglia negli ultimi giri e con un pregevole sorpasso ai danni di Cal Crutchlow va a prendersi un quarto posto che alla fine è il massimo risultato a cui potesse aspirare. All’ultima curva le Ducati regalano emozioni con Hayden che ‘sportella’ Dovizioso, entrambi tagliano la chicane con tanto di saltello e alla fine Smith ringrazia per l’ottavo posto finale dietro a Bautista e Bradl. Storie di una MotoGP che a tratti riesce ancora a entusiasmare.

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