La creazione della categoria ‘Factory 2′ in MotoGP (CLICCA QUI PER I DETTAGLI) è solo questione di tempo: dopo la proposta congiunta di FIM e di Dorna, toccherà alla Grand Prix Commision il prossimo 11 marzo dare il via libera. Javier Alonso, direttore Generale Area Eventi di Dorna e membro della Direzione Gara, spiega la filosofia di questa nuova proposta al sito ufficiale della MotoGP: ”Abbiamo analizzato i due test in Malesia ed era evidente che, specialmente a Sepang 2, la seconda versione sviluppata dalla Magneti Marelli offre prestazioni straordinarie. Ma la realtà è che in questo momento, l’unico costruttire pronto per questo tipo di software è Ducati (che ha definitivamente scelto questa strada). Questo può generare una serie di vantaggi, unitamente alle norme tecniche a disposizione per la Open, che sono il motivo per cui abbiamo avanzato questa proposta sul tavolo della GP Commission, per evitare che un costruttore possa arrivare ad avere un vantaggio eccessivo”. 

L’obiettivo finale è bilanciare lo sviluppo tecnologico che consenta a una marca di raggiungere la parità nelle competizioni: “Come campionato, quello che vogliamo è che tutti sfruttino al massimo le più alte tecnologie che siamo in grado di offrir loro, tra cui questo software, ma capiamo anche che soprattutto i team privati non sono ancora pronti a utilizzare il software completo. Ovviamente la scorsa stagione Ducati non era al livello di Honda e Yamaha, e hanno così cercato una soluzione nel rispetto delle regole per migliorare la loro posizione in griglia e in gara. Ma abbiamo capito che alla fine non sarebbe giusto, prendere troppo vantaggio e finir col vincere con più armi rispetto agli altri produttori”.

Una sorta di ammissione che il regolamento 2014 non è stato concepito nella maniera giusta e ora si sta cercando di correggere il tiro. Si stanno gettando le basi per il futuro di una classe regina tecnologicamente parificata e adeguata: “E’ evidente che il lavoro svolto oggi con la centralina e il suo software pone l’obiettivo che, in un futuro molto prossimo, tutte le moto in griglia concorrano con la stessa unità e, come si farà da quest’anno, anche con lo stesso software. Da qui il nostro impegno è quello di cercare di sviluppare il miglior software possibile e che le case capiscano quanto sia valido per le loro moto. Di fatto, quello che stiamo facendo è chiedere il supporto diretto delle stesse case nel sviluppare questo software. Il nostro approccio è come dire ‘sentite, abbiamo questo software, qualora voi riteniate si possa migliorare, noi vi mettiamo a disposizione la tecnologia, il know-how, lo andremo ad applicare in concreto, l’unica cosa che chiediamo è che tale miglioria venga utilizzata dagli altri concorrenti”.

Il braccio destro di Carmelo Ezpeleta non è minimamente preoccupato del rischio che le tre categorie potrebbero confondere (e non poco) gli appassionati: “Vogliamo vedere alternarsi sul podio più piloti possibili” con l’obiettivo che il prodotto televisivo raggiunga numeri sempre più alti. E forse non è così un caso che tutte queste novità arrivino nell’anno in cui la MotoGP diventa a pagamento in Italia e in Spagna (due dei mercati principali). Finora le scaramucce non mancano: Honda ha minacciato di lasciare il circus in caso di centralina unica. Chissà se questa categoria di mezzo riuscirà a distendere gli animi o creerà più tensione tra le case.

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